Un appello forte, diretto, senza giri di parole. In occasione della solennità della Beata Vergine Maria Iconavetere, patrona della città, l’arcivescovo di Foggia-Bovino Giorgio Ferretti ha lanciato un messaggio alla comunità foggiana che richiama tutti – genitori, giovani e cittadini – a una responsabilità condivisa contro violenza, illegalità e degrado.
“Foggia, basta!”
“Gesù dalla croce dice ‘Basta!’”, scrive l’arcivescovo, rilanciando un invito netto: basta alle armi, alla violenza, alla divisione. Un grido che diventa anche un richiamo civico e sociale, rivolto a una comunità chiamata a ritrovarsi attorno ai valori del Vangelo.
Nel messaggio, diffuso dall’arcidiocesi, Ferretti invita a riflettere sul ruolo educativo delle famiglie e sull’esempio degli adulti: “I giovani vanno amati, ma anche fermati quando sbagliano. Dobbiamo essere adulti onesti, solidali, amanti del creato”.
L’educazione dei figli e il ruolo della comunità
Particolare attenzione è rivolta ai genitori, chiamati a non cedere all’indulgenza o all’iperprotezione, ma a esercitare un’autorità educativa condivisa con l’intera società.
“Fratello, il mondo e il futuro che lasci a tuo figlio dipende da te e da tutti noi”, scrive l’arcivescovo, denunciando comportamenti diffusi come l’illegalità, l’inquinamento e l’abbandono dei rifiuti, segni di una responsabilità collettiva che va recuperata.
Il messaggio ai giovani
Un passaggio centrale è dedicato ai più giovani, invitati a non lasciarsi sedurre dalla cultura della violenza e della sopraffazione.
“Non lasciarti rubare la speranza”, è l’esortazione. E ancora: “Il bullismo è vigliaccheria, proteggi i deboli e sarai davvero forte”.
Un invito concreto e simbolico arriva poi in vista della Pasqua: lasciare le armi in chiesa. “Hai un coltello, hai con te un’arma? Portali vicino all’altare, vedrai: ti sentirai libero”.
Un richiamo alla legalità e alla dignità
Nel messaggio non manca un riferimento esplicito a chi vive nell’illegalità. “I soldi rubati uccidono la tua dignità”, ammonisce Ferretti, sottolineando come una vita costruita sulla prevaricazione porti solo paura e insoddisfazione.
La speranza per il territorio
Nonostante le criticità, l’arcivescovo ribadisce la bellezza della Capitanata e la possibilità di costruire un futuro diverso proprio partendo dal territorio.
“Questa nostra Capitanata è bella, è bello vivere qui”, scrive, invitando a riscoprire il valore della comunità, dell’incontro e della solidarietà.
Un messaggio che, nel giorno dedicato alla Madonna dei sette veli, si chiude con una preghiera: “Proteggici e sostienici”, perché la strada della giustizia, della pace e della carità possa diventare davvero il fondamento della vita collettiva.









