Era agli arresti domiciliari ma, secondo l’accusa, in sette mesi sarebbe uscito di casa almeno 120 volte. Un 50enne di origine foggiana, residente a Montemarciano, è ora a processo ad Ancona con l’accusa di evasione.
Le accuse e il processo
L’udienza si è aperta nelle scorse ore davanti alla giudice Antonella Passalacqua. L’uomo, ex fornaio, si trovava ai domiciliari nell’ambito di un’indagine su un presunto giro di droga. In particolare, era stato coinvolto in un’operazione dei carabinieri che lo avevano sorpreso a vendere pagnotte imbottite di sostanze stupefacenti, tra hashish e cocaina.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, tra ottobre 2017 e maggio 2018 avrebbe oltrepassato il portone di casa numerose volte, anche più volte nello stesso giorno, violando così le prescrizioni imposte dalla misura cautelare.
Il monitoraggio dei carabinieri
A documentare le presunte violazioni sono state le telecamere installate dai militari davanti all’abitazione dell’uomo. L’obiettivo era verificare eventuali contatti con altri spacciatori dopo l’arresto.
Complici non ne sarebbero mai comparsi, ma i carabinieri avrebbero registrato diverse uscite brevi, seguite da rientri immediati. Proprio questi movimenti hanno portato alla denuncia per evasione.
La linea difensiva
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Christian Palpacelli, secondo cui il 50enne non si sarebbe mai realmente allontanato.
Le uscite, sostiene il legale, erano limitate a necessità quotidiane: portare fuori il cane, fumare una sigaretta, aiutare i familiari nelle consegne di lavoro o spostare il furgone.
Prossima udienza
Il procedimento proseguirà il prossimo 18 maggio, quando verranno ascoltati i primi testimoni. Sarà in quella sede che emergeranno ulteriori elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti contestati.









