È molto preoccupato Paolo Belmonte, storico presidente dell’ex Iacp di Foggia, iscritto nell’albo dei manager pubblici regionali e da sempre impegnato nel welfare con la sua azione politica e sociale.
Qualche anno fa, mentre era seduto su una panchina, fu vittima del furto del suo smartphone in pieno giorno a Piazza Giordano da parte di un delinquente in bici elettrica, con un gesto repentino e potenzialmente violento.
In questi giorni in cui si susseguono in centro da parte di baby gang scene di bullismo e di scherzi aggressivi nei confronti di anziani e fragili, che hanno la sola colpa di passeggiare e di esistere, Belmonte, che conosce profondamente la città e i suoi abitanti oltre che le loro urgenze sociali ed economiche, non può che riflettere sulla degenerazione in atto nelle vie di Foggia, depauperata da tempo di bellezza e attività commerciali e produttive.
“Non voglio fare il censore o il passatista, ma prima i genitori seguivano la crescita dei figli impartendo fondamentali educativi fin dalla fanciullezza, all’adolescenza, di concerto col secondo livello formativo della scuola e per finire con l’inserimento dei giovani nella società”, osserva a l’Immediato.

E prosegue: “Era il risultato di una crescita salubre. Cosa che sempre più è stata smarrita nei dedali dell’indifferenza e della deresponsabilizzazione. Come si può pensare che ragazzi da dieci anni in su possano andare in giro da soli a bullizzare gli altri fino a tarda sera? Io che non credo che il rimedio possano essere le limitazioni attraverso le cosiddette zone rosse. Ritengo possa essere esercitato l’addebito dei danni cagionati da minori ai genitori e quelli ancor più gravi attraverso i tribunali dei minori quali elementi di deterrenza e di esempi. Anche lo scarrozzare in modo pericoloso su bici elettriche togliendo la serenità di passaggio nell’area pedonale nonostante via sia un codice della strada che darebbe la possibilità d’intervento rigido è ormai intollerabile”.
Il fenomeno del bullismo secondo Belmonte è diventato a Foggia “ingovernabile” e va ad aggiungersi a “situazioni e criticità di ogni genere nella già complicata vita sociale”. “Occorre intervenire in maniera decisa prima che il fenomeno diventi irreversibile – aggiunge -. Ormai troppi episodi di degenerazione comportamentale stanno sempre più prendendo piede in maniera deteriorante per chi le subisce. È necessario un’azione concertata tra i livelli istituzionali con la regia del Prefetto che insieme agli altri organi istituzionali deve trovare il rimedio con un’attività decisa e un pugno fermo. Quando con mia moglie decidiamo di fare due passi in isola pedonale camminiamo nella paura, ad ogni passo devi augurarti di non venire travolto da bici elettriche con più persone sopra, guidate da minorenni. Il bullismo e la mancanza di rispetto nei confronti degli altri è un fenomeno che si sta sempre più radicalizzando in ogni ambito e purtroppo non solo a Foggia”.











