La crisi della maggioranza a Palazzo di Città si acuisce e il dibattito politico si sposta anche fuori dall’aula consiliare. A intervenire è Italo Pontone, consigliere comunale del Partito Democratico, che in un video commenta la seconda seduta consecutiva in cui gran parte dei consiglieri del cosiddetto campo largo non si è presentata.
“Seconda seduta in cui il 70% dei consiglieri del campo largo non si è presentato”, sottolinea Pontone, evidenziando come il clima politico sia ormai segnato da una frattura evidente.
Il nodo degli assessori Pd
Tra i punti sollevati durante il dibattito in aula, anche la presenza degli assessori del Pd in giunta nonostante la fase di verifica politica. “Ci è stato chiesto come mai gli assessori del Pd fossero presenti facendo giunta regolarmente come se nulla fosse. Ce lo stiamo chiedendo più volte pure noi”, afferma Pontone.
Secondo il consigliere, la posizione del Pd non sarebbe pienamente compatibile con l’attuale assetto amministrativo, soprattutto alla luce dei cambiamenti intervenuti dopo le elezioni regionali. “La geografia politica del consiglio comunale è cambiata totalmente”, rimarca.
“Non è una questione di poltrone”
Pontone respinge l’idea che il confronto in corso sia legato alla difesa di incarichi: “Il Pd non vuole poltrone. Le poltrone cercano di difenderle quelle forze politiche che dopo le regionali non hanno più i numeri”.
Il riferimento è agli equilibri interni alla maggioranza e alla possibilità che alcune forze politiche possano perdere uno o più assessorati nell’ambito della verifica in corso.
“In politica valgono i numeri e i numeri dicono che bisogna fare in questo modo”, insiste il consigliere dem, invocando una ridefinizione coerente degli assetti amministrativi.
“Servono risposte alla città”
Al di là delle dinamiche interne, Pontone richiama l’attenzione sulle priorità amministrative: “Bisogna dare risposte giuste alla città che in alcuni settori sta vedendo carenze totali”.
Un messaggio che suona come un appello a chiudere rapidamente la fase di stallo politico e a chiarire i rapporti all’interno della maggioranza, prima che l’impasse istituzionale si traduca in ulteriori ritardi sulle questioni che riguardano direttamente i cittadini.











