La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Fabio Delli Carri, 48 anni, foggiano, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni mafiose nel Foggia Calcio 1920. La sentenza, pronunciata alla Seconda sezione penale, conferma l’impianto cautelare già vagliato dal Tribunale del Riesame di Bari.
Le accuse e il presunto piano per la cessione del club
Secondo quanto riportato nel provvedimento, i giudici del Riesame avevano ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in relazione alla tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ipotizzando un piano volto a costringere l’allora patron del Foggia Calcio, Nicola Canonico, a cedere la società a un prezzo notevolmente inferiore rispetto al valore di mercato.
Nel quadro ricostruito dagli inquirenti, l’azione sarebbe stata ideata dal coindagato Marco Lombardi, con il contributo di Delli Carri e di Danilo Mustaccioli. Tra gli episodi contestati figurano anche una serie di danneggiamenti ai danni di auto riconducibili a dirigenti del club e a ultras della curva sud, oltre alla vicenda dell’attentato all’auto del calciatore Davide Di Pasquale.
La Cassazione ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso, giudicandoli in parte generici e in parte manifestamente infondati, ribadendo che in sede di legittimità non è consentita una rilettura del materiale indiziario già valutato dal giudice del merito. Confermata anche la valutazione sulla sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso e sulle esigenze cautelari.
Delli Carri è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di 3mila euro alla Cassa delle ammende.
Il processo a Bari e il rinvio della sentenza
Parallelamente al procedimento cautelare, Delli Carri è imputato a Bari con rito abbreviato insieme a Lombardi e Mustaccioli. Per la giornata di oggi era attesa la sentenza di primo grado, ma il verdetto è stato rinviato a metà marzo.
L’inchiesta rappresenta uno dei filoni giudiziari più delicati degli ultimi anni per il calcio foggiano, già segnato dall’amministrazione giudiziaria del club proprio in seguito ai fatti oggetto del processo e dalle tensioni che avevano accompagnato la gestione societaria.
La nuova udienza a Bari sarà decisiva per comprendere quale sarà l’esito processuale di una vicenda che ha scosso profondamente l’ambiente rossonero.









