È ufficialmente iniziata l’era di Michele Pazienza sulla panchina del Foggia. L’ex allenatore del Cerignola si è presentato nella sala conferenze dello Zaccheria, affiancato dal suo staff: il vice Antonio La Porta, il preparatore Leandro Zoila, il team manager Mario De Vivo, il direttore sportivo Carmine Cagnazzo, il collaboratore Giovanni Bucaro e il preparatore dei portieri Domenico Botticella.
Undici partite per provare l’impresa salvezza in Serie C. Una missione complicata che il tecnico di San Severo ha accettato con senso di responsabilità e appartenenza.
“Mi sento responsabile, contratto fino a giugno per scelta”
“Ringrazio la proprietà per questa opportunità”, ha esordito Pazienza. “Ho trovato la squadra bene dal punto di vista fisico. Non c’è il massimo dell’entusiasmo, ed è normale vista la classifica, ma ho visto calciatori pronti a trascinare il gruppo”.
Il tecnico ha spiegato di aver chiesto personalmente un contratto fino a giugno: “Questa situazione mi appartiene. Sento il dovere di dare qualcosa alla mia città e al mio club. Poi, a bocce ferme, la società sarà libera di decidere”.
Difesa e autostima le priorità
Il primo nodo da sciogliere riguarda i troppi gol subiti. “Il dato è evidente. La fase difensiva parte dagli attaccanti, bisogna lavorare meglio sulla riaggressione. Ci stiamo già lavorando”.
Ma il tema centrale è mentale. “L’autostima è l’aspetto più difficile da migliorare. Servono risultati, anche sporchi, per aiutare i ragazzi a credere in quello che fanno”. Pazienza ha sottolineato il valore degli innesti di gennaio come Liguori, Tommasini, Cangiano e l’esperienza di Brosco, elementi che possono alzare il livello del gruppo.
“Qui si vive di calcio, la pressione va accettata”
Il tecnico ha parlato apertamente di pressione: “Dire che Foggia non mette pressione è una bugia. Ma quando da bambino sogni di fare il calciatore, immagini una piazza così. Prima si accetta la pressione, prima si impara a conviverci”.
Importante anche il richiamo alla “foggianità”: “Avere tanti foggiani nello staff è un vantaggio clamoroso per trasmettere il senso di appartenenza”.
Crotone e infermeria
Nel mirino c’è la sfida al Crotone. Assente Buttaro per una lesione muscolare di secondo grado, da valutare le condizioni di Liguori. “Non possiamo rischiare, dobbiamo scegliere con serenità”.
Sul modulo, nessun dogma: “Non sono qui per imporre il mio pensiero ma per mettere i calciatori a proprio agio”. Quanto al mercato, possibile un solo innesto tra gli svincolati: “Ci stiamo prendendo del tempo, Biasiol (dall’Heraclea, ndr) potrebbe essere un’opzione”.
Undici partite per cambiare il destino. Pazienza lo sa: “È una sfida difficile. Ho paura? Sì. Ma la paura fa parte del percorso. L’importante è saperla gestire”.









