Il primo medico gettonista ha preso servizio nella notte tra lunedì e martedì al Policlinico di Foggia. Una scelta definita “obbligata” dal commissario dell’azienda ospedaliera, Giuseppe Pasqualone, che rivendica il percorso seguito prima di ricorrere a una cooperativa esterna per coprire i turni del pronto soccorso.
A raccontare i dettagli dell’operazione è Repubblica Bari, che ricostruisce i passaggi amministrativi e le tensioni sindacali legate alla decisione.
La carenza di organico e i concorsi deserti
Dei 32 medici previsti in organico, primaria compresa, ne sono attualmente in servizio soltanto 16. Negli ultimi mesi del 2025 si sono registrate nove cessazioni di rapporto di lavoro, aggravando una situazione già critica.
“Non si poteva fare altrimenti”, spiega Pasqualone. “Le ho provate tutte, ma sono stato costretto a ricorrere a una cooperativa per i turni del pronto soccorso”. Il commissario elenca i tentativi messi in campo: “Concorsi pubblici, l’ultimo chiuso a dicembre 2025, manifestazioni di interesse rivolte a specialisti, medici non specialisti e professionisti in quiescenza, convenzioni con la Asl per l’impiego di medici del 118, nonché avvisi interni per la partecipazione volontaria dei dirigenti medici aziendali alla copertura dei turni — elenca Pasqualone — Purtroppo, pur avendo prodotto alcune adesioni, non siamo riusciti ad assicurare in modo stabile la copertura completa della turnazione prevista dal Piano delle emergenze interne”.
L’affidamento diretto e il nodo dei compensi
Così è partita la procedura eccezionale, prevista dall’articolo 10 del decreto legge 34/2023 per fronteggiare situazioni di grave carenza di personale per un periodo non superiore a 12 mesi, ma contestata dal sindacato Anaoo-Assomed.
Con un budget inferiore ai 140mila euro, soglia che consente l’affidamento diretto senza gara d’appalto, il 3 febbraio scorso è stata individuata, attraverso la piattaforma Empulia, la cooperativa bolognese Global Medical Division. In tre mesi dovrà garantire, su richiesta della primaria, fino a 100 turni da sei ore e 90 da 12 ore.
“La procedura straordinaria e temporanea di affidamento — insiste Pasqualone — è una misura eccezionale adottata esclusivamente per garantire la continuità del servizio”.
Ma il ricorso ai gettonisti fa emergere anche un paradosso economico. Con un turno di 12 ore un medico a gettone può guadagnare poco meno di mille euro: quattro turni al mese significano circa 4mila euro, più dello stipendio di un medico strutturato del pronto soccorso che, tra notturni e straordinari, arriva a non più di 3mila 600 euro.
Secondo il segretario regionale di Anaoo-Assomed, Angelo Mita, si tratta di un problema di sistema che spiega, almeno in parte, perché i concorsi vadano deserti.
L’intervento della Regione e i dati Anac
Il caso sollevato dal sindacato ha acceso l’attenzione del dipartimento Salute della Regione Puglia, che ha chiesto chiarimenti all’azienda ospedaliera per verificare l’attivazione delle procedure previste dalla legge.
Prima di Natale lo stesso dipartimento aveva chiesto a tutte le aziende del Servizio sanitario regionale se avessero esternalizzato servizi medici e infermieristici. In quell’occasione il Policlinico di Foggia aveva un concorso in atto e non aveva previsto il ricorso ai gettonisti.
Quella dei medici a gettone, del resto, non è una pratica diffusa in Puglia. “Credo di averla applicata una decina d’anni fa quando ero direttore generale all’Asl di Brindisi”, ricorda Pasqualone.
Nel rapporto Anac sulla spesa per medici e infermieri a gettone relativo al 2024, la Puglia — ricordano dalla Regione — “è risultata essere la Regione più virtuosa in Italia con una percentuale di spesa, rispetto al totale nazionale, dello 0,04 per cento, pari a 171mila 384 euro. È in assoluto la più bassa in Italia”.
Un primato che ora si confronta con l’emergenza foggiana, dove la carenza di personale in pronto soccorso ha imposto una scelta straordinaria, destinata a far discutere ancora.











