In Puglia dispositivi salvavita per persone con diabete, riconosciuti come clinicamente necessari dalle stesse istituzioni sanitarie, non sono ancora stati consegnati ai pazienti che ne hanno diritto. A denunciare la situazione è l’APS “Gli Amici di San Pio”, associazione impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, che parla di un paradosso non più tollerabile.
Il caso riguarda la gara regionale per la fornitura di dispositivi ad alta tecnologia destinati alla somministrazione di insulina e al monitoraggio continuo del glucosio. Secondo quanto riferito dall’associazione, una risposta ufficiale ricevuta dagli enti competenti riconosce in modo chiaro il principio della continuità terapeutica e l’assenza, per alcuni pazienti, di alternative equivalenti.
Il riconoscimento formale e i ritardi nella consegna
Nella comunicazione istituzionale viene infatti affermato che per determinati pazienti alcuni dispositivi risultano indispensabili. Tuttavia, a fronte di questo riconoscimento formale, nella pratica le forniture non sarebbero ancora state sbloccate, lasciando le persone interessate in attesa.
Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di tradursi in un concreto pregiudizio per la salute e per la qualità della vita dei pazienti diabetici.
“Un diritto riconosciuto ma non attuato è negato”
“Non stiamo contestando la gara né le procedure amministrative – dichiara Serafino Graziano Leuzzi, presidente dell’APS “Gli Amici di San Pio” – ma chiediamo che quanto già riconosciuto come necessario venga finalmente reso operativo. Un diritto riconosciuto ma non attuato resta, di fatto, un diritto negato”.
L’associazione ha interessato il presidente della Regione Puglia, l’assessore regionale alla Salute e il Garante dei diritti delle persone con disabilità, sollecitando un intervento urgente per garantire tempi certi nella consegna dei dispositivi.
Richiesta di intervento alla Regione
“Parliamo di dispositivi salvavita, non di optional. Ogni ulteriore ritardo è difficilmente giustificabile”, aggiunge Leuzzi, ribadendo la disponibilità al dialogo istituzionale ma chiedendo che ai principi enunciati seguano azioni concrete.
L’APS sottolinea la necessità che le decisioni amministrative trovino immediata applicazione operativa, nel rispetto della salute, della dignità e dei diritti delle persone coinvolte.












