Rinfrescare la memoria collettiva, soprattutto di chi oggi rivendica risultati in tema di sicurezza come se fossero frutto di iniziative recenti. È il messaggio lanciato dal Coordinamento delle associazioni e dei cittadini per la rinascita della città di Foggia, che rivendica un lavoro lungo anni fatto di proposte, documenti e richieste formali alle istituzioni locali e nazionali.
Già durante la gestione commissariale del Comune di Foggia, il 22 maggio 2022, il Coordinamento e numerose associazioni del Terzo Settore avevano presentato per iscritto e in audizioni dirette una serie di proposte concrete per fronteggiare la precarietà della sicurezza individuale e collettiva, non solo in città ma nell’intera provincia.
Le richieste al Viminale e ai vertici locali
Negli anni, spiegano i promotori, sono stati numerosi gli interventi presso i prefetti e i questori che si sono succeduti, fino alle sollecitazioni indirizzate ai ministri dell’Interno, ultimo Matteo Piantedosi. Al centro delle richieste, l’applicazione del decreto “Strade sicure”, con pattuglie miste Esercito-Polizia e presidi visibili nei punti più critici del territorio, dal centro alle periferie, e non limitati al solo quartiere Ferrovia.
Il 29 ottobre 2025 il prefetto di Foggia Paolo Grieco ha ricevuto a Palazzo del Governo le quindici associazioni del Terzo Settore che avevano chiesto un confronto diretto. In quell’occasione è stato consegnato un documento dettagliato che analizzava le principali criticità emergenziali della città e delle aree agricole, avanzando proposte operative che spaziavano dal potenziamento della videosorveglianza alla presenza fisica e costante di presidi territoriali.
Interventi attesi da anni
Secondo il Coordinamento, da almeno quattro anni venivano richiesti interventi straordinari da rappresentare al Governo nazionale, affiancati da misure da attuare a livello locale, molte delle quali già previste nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”. Richieste che, sottolineano, non erano semplici lamentele ma proposte strutturate e motivate.
Tra le associazioni coinvolte figurano realtà impegnate nel sociale, nella tutela dei diritti e nella sanità, tutte accomunate dall’obiettivo di migliorare la sicurezza e la legalità sul territorio foggiano.
Il dibattito sulla presenza delle forze dell’ordine
Nel 2026, qualcosa inizia a muoversi soprattutto nel quartiere ferrovia, anche se per le associazioni si tratta di interventi ancora insufficienti e privi di una programmazione di lungo periodo. Resta inoltre aperto il dibattito tra chi parla impropriamente di “militarizzazione della città” e chi, invece, ritiene necessario un controllo minimo e doveroso della legalità, già adottato in molte altre città italiane, governate sia dal centrosinistra che dal centrodestra.
Un chiarimento che il Coordinamento ritiene necessario “per rispetto dei cittadini e delle istituzioni”, ribadendo che le azioni oggi avviate affondano le radici in un lavoro di pressione e proposta portato avanti da anni dalla società civile organizzata.









