La nomina di Michele Emiliano a consigliere del presidente accende lo scontro politico in Regione Puglia. Le opposizioni di centrodestra attaccano duramente Antonio Decaro, accusandolo di aver tradito la promessa di discontinuità rispetto al passato e di aver messo in campo una manovra tutta politica, più attenta agli equilibri interni che alle reali esigenze dei pugliesi.
Forza Italia: “Un capolavoro di cinismo politico”
In una nota congiunta, i consiglieri regionali di Forza Italia Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia, Marcello Lanotte, Luigi Lobuono e Carmela Minuto parlano apertamente di “capolavoro di cinismo politico”. Secondo gli azzurri, la nomina di Emiliano a consigliere del presidente rappresenta il perfezionamento di un disegno volto a escludere l’ex governatore da ogni partecipazione attiva al governo regionale, senza però prendere realmente le distanze dall’esperienza del centrosinistra degli ultimi anni.
Per Forza Italia, l’operazione dimostrerebbe che l’obiettivo del neo presidente non fosse quello di incarnare una vera discontinuità, ma piuttosto di evitare presenze considerate ingombranti, mantenendo però intatto l’impianto politico del passato.
Fratelli d’Italia: “Sforbiciata solo di facciata”
Ancora più dura la posizione del gruppo di Fratelli d’Italia, guidato dal capogruppo Paolo Pagliaro insieme ai consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri.
Secondo il partito, la riduzione del numero dei consiglieri del presidente, da 21 a 9, sarebbe solo apparente. Una “bella sforbiciata” che, però, non inciderebbe sui costi complessivi a carico delle casse regionali, lasciando invariato il peso economico per i cittadini pugliesi. Un’operazione che, a loro giudizio, servirebbe soprattutto a raccogliere consenso sui social, più che a garantire risparmi o trasparenza.
Il ruolo di Emiliano e il tema dei costi
Nel mirino di Fratelli d’Italia finisce in particolare il ruolo assegnato a Emiliano, descritto come un ex presidente relegato a una posizione di sottogoverno, non prevista nemmeno dagli organigrammi regionali. Una scelta che, secondo l’opposizione, ricalcherebbe lo stesso criterio utilizzato nella passata legislatura: la nomina di figure politicamente “scontente” o rimaste fuori dai giochi.
Il gruppo ricorda inoltre come, negli anni precedenti, non sia mai stato chiarito quale fosse l’effettiva attività dei consiglieri del presidente, nonostante richieste di audizione rimaste senza risposta. Un tema che oggi torna centrale anche alla luce delle cifre ipotizzate per le nuove nomine, considerate particolarmente onerose.
“Più social che Puglia”
Il giudizio finale del centrodestra è netto. Per Fratelli d’Italia, la tanto annunciata discontinuità resterebbe confinata alle dichiarazioni pubbliche, mentre nei fatti si continuerebbe lungo la stessa strada del passato. “Benvenuta era Decaro”, ironizzano i consiglieri, lasciando intendere che le sorprese negative potrebbero non essere finite e accusando il presidente di guardare più al consenso sui social che ai reali bisogni dei pugliesi.












