Indagini in corso della polizia sulla morte di Alessandro Moretti, 34 anni detto “Sassolin”, nome noto della mafia foggiana. Suo zio era Rocco Moretti alias “il porco”, boss dei boss della criminalità organizzata locale, attualmente al 41bis a L’Aquila dove sta scontando oltre 10 anni per il processo “Decima Azione” ed è ancora imputato per mafia e droga in “Game Over”.
Suo nipote, figlio di un fratello, è stato ammazzato stasera mentre guidava uno scooter in via Sant’Antonio. Killer ignoti lo hanno affiancato e freddato con numerosi colpi d’arma da fuoco. “Sassolin” non è morto subito ma poco dopo in ospedale.
Un’esecuzione in pieno stile mafioso che riaccende la paura in città su una possibile nuova guerra tra clan. A preoccupare è lo spessore criminale della vittima e soprattutto della sua famiglia, dallo zio Rocco al cugino Pasquale “il porchetto”, elementi di vertice del clan, tutti detenuti.
Alessandro Moretti era a sua volta molto noto agli inquirenti, condannato in “Decima Azione” a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Il suo nome compare spesso nelle inchieste sulla mafia foggiana ed è citato da alcuni pentiti che da lui avrebbero ottenuto informazioni rilevanti su alcune vicende criminali della città.
L’attentato di via Sant’Antonio potrebbe essere la conferma della grave situazione di difficoltà nella quale si trovano i clan foggiani, colpiti negli ultimi anni da sequestri patrimoniali per circa 20 milioni di euro grazie all’azione della magistratura. Dalle indagini della Dda di Bari, emerge che negli ultimi tempi i clan di Foggia starebbero affrontando “un momento di grande disgregazione e forte di difficoltà economica”. Inoltre, i boss storici, ad eccezione di Raffaele Tolonese, sono tutti in cella.









