Le gelate improvvise degli ultimi giorni stanno provocando gravi danni alle campagne pugliesi, colpendo duramente le colture orticole di stagione. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che segnala una situazione critica soprattutto nel brindisino, tra Brindisi, San Pietro Vernotico, Mesagne e Francavilla Fontana, e in provincia di Foggia.
Le colture colpite dalle gelate
Secondo le verifiche effettuate dai tecnici di Coldiretti in campo, il gelo ha compromesso ampie superfici coltivate a carciofi, broccoli, cicorie, rape, fave precoci, bietola da costa e cavoli. Il brusco abbassamento delle temperature è arrivato dopo un lungo periodo di clima insolitamente mite, che aveva favorito un risveglio vegetativo anticipato delle piante, rendendole particolarmente vulnerabili.
La vulnerabilità dopo il clima mite
Coldiretti Puglia spiega che le colture tollerano bene il freddo durante il riposo invernale, ma diventano estremamente sensibili quando la ripresa vegetativa è già in atto. In queste condizioni, anche gelate di breve durata possono causare danni ingenti, compromettendo la produzione e la qualità dei raccolti.
Aumentano anche i costi per le aziende
Oltre ai danni diretti alle colture, le gelate e i continui sbalzi termici stanno determinando un forte aumento dei costi di produzione. In particolare, le aziende agricole devono far fronte a spese maggiori per il riscaldamento delle serre di ortaggi e fiori, aggravate dal rincaro del gasolio, incidendo ulteriormente sulla sostenibilità economica delle imprese.
L’invito a denunciare i danni al Fondo Agricat
Coldiretti Puglia invita le aziende colpite a presentare tempestivamente le denunce di danno al Fondo Agricat, il Fondo Mutualistico Nazionale che tutela gli agricoltori dagli eventi catastrofali come gelo, brina, alluvioni e siccità. Lo strumento rientra nel Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 e prevede indennizzi per gli agricoltori aderenti.
Cambiamenti climatici e “false primavere”
Quanto sta accadendo, sottolinea Coldiretti, rappresenta l’ennesima conferma degli effetti dei cambiamenti climatici in Puglia, sempre più segnata da una tropicalizzazione del clima. Eventi estremi frequenti, passaggi repentini dal caldo al freddo e stagioni alterate stanno creando quella che l’organizzazione definisce una vera e propria “trappola climatica delle false primavere”. Un cortocircuito climatico in cui convivono gelate improvvise, campi allagati da nubifragi violenti e mimose già rigogliose e pronte alla raccolta a dicembre, ben prima della tradizionale festa della donna dell’8 marzo.












