Il futuro del Reparto prevenzione crimine di San Severo torna al centro del dibattito. A lanciare l’allarme è il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, che in un comunicato firmato dal segretario provinciale Giuseppe Vigilante parla apertamente di una possibile “lenta e inesorabile agonia” del presidio, fino a una chiusura di fatto.
Secondo il sindacato, nonostante il dietrofront del Dipartimento avvenuto nei mesi scorsi, il progetto di chiusura del reparto non sarebbe stato definitivamente accantonato, ma solo congelato, lasciando spazio a una strategia di progressivo logoramento.
Trasferimenti senza ricambi e organici ridotti
Il Sap denuncia una situazione sempre più critica sul piano dell’organico. Numerosi operatori sarebbero stati trasferiti in altre sedi senza essere sostituiti, così come i poliziotti andati in pensione non avrebbero avuto alcun ricambio. Una dinamica che, secondo il sindacato, ha ridotto drasticamente la forza operativa del reparto, compromettendone l’efficacia sul territorio.
A questo si aggiunge, viene evidenziato, la perdita di professionalità maturate negli anni, con operatori esperti che, dopo il passaggio al ruolo dei sovrintendenti, sarebbero stati assegnati ad altri reparti, privando l’RPC di competenze fondamentali.
Un presidio strategico per la provincia
Il Reparto prevenzione crimine di San Severo, sottolinea il Sap, rappresenta un avamposto essenziale per la prevenzione e la repressione dei reati in una provincia complessa come quella di Foggia, dove qualsiasi arretramento dello Stato rischierebbe di avere conseguenze gravi sul piano della sicurezza e della legalità.
Da qui la richiesta di risposte chiare e immediate: esiste un piano concreto di rilancio dell’RPC “Puglia Settentrionale” o si sta andando verso una chiusura silenziosa, determinata dalla cronica mancanza di personale?
“Basta incertezza, serve una riorganizzazione”
Nel comunicato, il sindacato respinge l’idea di una gestione fondata sull’incertezza e chiede un cambio di rotta. L’obiettivo, viene spiegato, dovrebbe essere quello di riorganizzare il reparto e rivedere i protocolli operativi, affinché le pattuglie possano essere impiegate in modo più efficace nella prevenzione e repressione dei reati, offrendo un supporto concreto agli altri reparti presenti sul territorio.
Per il Sap, la sicurezza non può essere affidata a soluzioni temporanee o a scelte ambigue. In gioco non c’è solo la dignità professionale dei poliziotti che operano all’interno dell’RPC, ma anche la tutela della legalità e la sicurezza dei cittadini.
“No allo smantellamento della sicurezza”
Lo smantellamento del Reparto prevenzione crimine di San Severo, conclude il sindacato, rappresenterebbe un segnale di abbandono che la comunità locale e l’intera provincia di Foggia non possono e non devono accettare. Per questo il Sap chiede risposte immediate e un impegno chiaro delle istituzioni competenti, affinché venga scongiurata qualsiasi ipotesi di chiusura e venga invece rafforzato un presidio considerato strategico per il territorio.












