Da oltre tredici anni la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Foggia sono affidati ad AMIU Puglia S.p.A., ma i risultati continuano a essere, secondo Fratelli d’Italia, disastrosi. Una raccolta differenziata ferma sotto il 30 per cento, una TARI sempre più cara e circa 9,5 milioni di euro incassati dai cittadini senza riscontri concreti sui servizi promessi. È il quadro denunciato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interpellanza urgente alla sindaca, chiedendo chiarimenti da fornire direttamente in Aula.
L’interpellanza dei consiglieri di Fratelli d’Italia
A firmare l’atto sono i consiglieri comunali Claudio Amorese, Maurizio Accettulli, Concetta Soragnese e Gino Fusco, che puntano a fare luce su una gestione dei rifiuti definita inefficiente e costosa. Secondo il gruppo consiliare, i dati sulla raccolta differenziata raccontano da soli il fallimento di un sistema che non è mai riuscito a decollare, nonostante gli ingenti costi sostenuti dai cittadini attraverso la TARI.
Differenziata sotto il 30 per cento e TARIP irraggiungibile
Nel documento si sottolinea come Foggia continui a collocarsi agli ultimi posti a livello regionale e nazionale per percentuali di raccolta differenziata. Una condizione che, secondo Fratelli d’Italia, impedisce l’introduzione di strumenti più equi come la tariffa puntuale, già adottata con successo in numerosi Comuni italiani. L’inefficienza del servizio viene indicata come una delle principali cause del mancato salto di qualità del sistema.
Il nodo dei 9,5 milioni dei Costi Operativi Incentivanti
Particolarmente grave, secondo i consiglieri, è la questione dei Costi Operativi Incentivanti. Circa 9,5 milioni di euro sarebbero stati riscossi attraverso la TARI per finanziare miglioramenti del servizio che, stando a quanto denunciato, non risultano mai realizzati né adeguatamente documentati. Fratelli d’Italia chiede di sapere se, come e quando queste somme saranno restituite ai cittadini e in quale capitolo di bilancio siano attualmente collocate.
Contraddizioni e contenziosi su AMIU
L’interpellanza mette in evidenza anche la contraddizione tra il mantenimento dell’affidamento del servizio ad AMIU Puglia, attualmente sub judice, e la scelta del Comune di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario in corso. Una situazione che, secondo FdI, espone l’Ente al rischio di ulteriori contenziosi e costi aggiuntivi.
Impianti, trasporti e costi fuori provincia
Tra i punti critici segnalati figurano la gestione dell’impianto di biostabilizzazione di Passo Breccioso, l’assenza di un chiaro titolo giuridico per la sua conduzione e i maggiori costi legati al trasporto dei rifiuti verso impianti fuori provincia, in particolare a Taranto. Costi che finiscono per ricadere direttamente sulla TARI pagata dai cittadini foggiani.
Verifiche legali e scelte politiche nel mirino
I consiglieri chiedono chiarimenti anche sull’incarico affidato all’avvocato Ilacqua per le verifiche legali e il controllo analogo congiunto di AMIU Puglia spa, relativo alle annualità 2013-2024, domandando quali risultati concreti abbia prodotto finora. Viene inoltre sollevata la questione dell’atteggiamento dell’amministrazione comunale, ritenuto eccessivamente orientato verso le posizioni di Bari, e del cambio di postura della vicesindaca, passata da interlocutrice critica a sostenitrice dell’attuale impostazione.
La richiesta alla sindaca
Con l’interpellanza, Fratelli d’Italia chiede alla sindaca Maria Aida Episcopo di riferire in Aula sulle azioni che l’amministrazione intende intraprendere nei confronti di AMIU per il mancato raggiungimento degli obiettivi contrattuali, sui ritardi nell’installazione dei cassonetti intelligenti e sulle iniziative per chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio foggiano, riducendo costi e disagi.
“I cittadini di Foggia hanno diritto a un servizio efficiente, a una città pulita e a una tariffa equa. È necessario fare piena luce sulle responsabilità, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle scelte politiche che, fino ad oggi, hanno prodotto solo inefficienze e costi maggiori per le famiglie e le imprese”, dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia.










