Il 2026 si profila come un anno chiave per il Policlinico di Foggia, chiamato a coniugare programmazione sanitaria, grandi interventi edilizi e un deciso rafforzamento tecnologico. È quanto emerge dalla Relazione al Bilancio economico preventivo, il documento ufficiale che accompagna la manovra e che porta la firma del commissario straordinario Giuseppe Pasqualone. Un testo che mette in fila obiettivi, priorità e risorse, delineando una traiettoria di sviluppo che punta a rafforzare il ruolo del Policlinico come hub di riferimento regionale.
Programmazione sanitaria: nuovi percorsi di cura e presa in carico integrata
Nel capitolo dedicato alla programmazione sanitaria, il documento indica tra le priorità del 2026 l’istituzione di un Centro per la diagnosi, la cura e la riabilitazione dei disturbi alimentari e della nutrizione. La struttura, pensata come servizio multidisciplinare, dovrebbe riunire competenze di psichiatria, neuropsichiatria infantile, medicina interna, endocrinologia, scienze dell’alimentazione e psicologia, con l’obiettivo di garantire una presa in carico continua e strutturata dei pazienti.
Il progetto prevede anche una rimodulazione dell’assetto assistenziale, con l’introduzione di un livello di riabilitazione intensiva direttamente in ambito ospedaliero. La finalità è assicurare continuità tra ricovero per acuti, fase di recupero e follow-up, evitando interruzioni nei percorsi di cura e riducendo i tempi di risposta nei casi più complessi. Una scelta che mira a rendere più fluido il passaggio tra reparti e servizi, soprattutto per pazienti con condizioni cliniche delicate e bisogni assistenziali elevati.
Programmazione edilizia: cantieri e interventi per oltre 180 milioni di euro
Accanto alla riorganizzazione sanitaria, la Relazione firmata da Pasqualone dedica un capitolo specifico alla programmazione edilizia, che nel 2026 vedrà l’avvio o la prosecuzione di interventi per un valore complessivo superiore ai 180 milioni di euro. Il piano comprende la riqualificazione del plesso denominato “Monoblocco”, finanziata con 64 milioni di euro, destinata all’ammodernamento strutturale di uno degli edifici storici dell’ospedale.
Tra le opere più rilevanti figura anche la costruzione della “Torre dei Laboratori”, un investimento da 78 milioni di euro pensato per concentrare e potenziare le attività diagnostiche, migliorando efficienza e qualità dei servizi. Sono inoltre previsti la riqualificazione del complesso di Viale Pinto, la realizzazione di un Auditorium e una serie di interventi di adeguamento strutturale e antincendio della rete ospedaliera, insieme a lavori di efficientamento energetico nel plesso maternità.
Direttamente collegata alla programmazione sanitaria è la realizzazione del Centro per il trattamento dei disturbi alimentari e della nutrizione, con un finanziamento dedicato di 2 milioni di euro. Completano il quadro la realizzazione di pensiline fotovoltaiche nel parcheggio di Viale Pinto, la riqualificazione dei reparti ospedalieri con risorse aziendali e un importante lotto di lavori al presidio “D’Avanzo” per l’adeguamento antisismico, impiantistico e antincendio e la riorganizzazione di ambulatori e laboratori.
Attrezzature sanitarie: investimenti su sale operatorie e alta specializzazione
Il documento previsionale non si limita alle strutture, ma prevede anche un consistente pacchetto di investimenti per l’acquisto di attrezzature sanitarie, finanziati attraverso le risorse del PR Puglia 2021-2027. Tra gli interventi programmati spicca la realizzazione di un’Officina trasfusionale centralizzata, con un investimento di 2,6 milioni di euro, destinata a migliorare l’organizzazione e la sicurezza della filiera del sangue.
Un’attenzione particolare è riservata alla Neurochirurgia, che sarà potenziata con oltre 3 milioni di euro per l’acquisizione di robot, sistemi di neuronavigazione, scanner 2D e 3D e strumenti avanzati per la chirurgia endoscopica. A questo si aggiungono 8,4 milioni di euro per il potenziamento delle sale operatorie, attraverso nuovi archi a C, tavoli operatori e colonne laparoscopiche, e ulteriori 6,2 milioni di euro destinati allo sviluppo della chirurgia robotica, sia in ambito mininvasivo sia ortopedico.












