Torna ai domiciliari Daniele Barbaro, 34 anni, nome noto della criminalità foggiana. Il giovane venne arrestato e condotto in carcere il 24 luglio scorso mentre si trovava ai domiciliari per una doppia condanna per detenzione di armi. La squadra mobile gli fece visita nel suo appartamento del rione Candelaro per una perquisizione durante la quale fu sorpreso con circa 4,5 chili di hashish e circa 70mila euro in contanti.
Barbaro venne subito condotto in carcere con l’accusa di detenzione di stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantitativo. Ma nelle scorse ore il 34enne foggiano, assistito dall’avvocato Claudio Caira, è tornato ai domiciliari su disposizione del gup del Tribunale di Foggia.
Una lunga carriera criminale
Barbaro, nonostante la giovane età, ha una lunga militanza nella “Società Foggiana”. È affiliato da quando aveva appena 16 anni. In carcere dal 2008, ha trascorso gli ultimi 17 anni tra celle e domiciliari, restando libero soltanto per due giorni. Tra il 2005 e il 2009, quando era ancora minorenne, è stato arrestato sette volte per rapina, furto, evasione, ricettazione, detenzione illegale di armi, tentato omicidio e mafia. Il 4 settembre 2008, fu trovato con una pistola accanto al letto: per quell’episodio ricevette una condanna a 3 anni e 4 mesi.
L’agguato fallito a “Capantica” e la guerra tra clan
Il nome di Barbaro compare anche nel processo “Big Bang”, che seguì al tentato omicidio di Vincenzo Antonio Pellegrino alias “Capantica”, storico esponente del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, scampato miracolosamente a un agguato nel maggio 2007. Secondo l’accusa, Barbaro – all’epoca minorenne – avrebbe accompagnato in scooter il killer. L’arma si inceppò e l’attentatore fuggì dopo una colluttazione.
Quel fallito omicidio scatenò la quinta delle sette guerre di mafia della “Società Foggiana”, che vide contrapposti il clan Moretti e il gruppo Sinesi-Francavilla cui Barbaro era ritenuto vicino. In pochi mesi ci furono un omicidio, tre agguati falliti e un blitz – “Cronos” – che nell’autunno del 2007 mise momentaneamente fine al conflitto. Nel processo, Barbaro fu inizialmente condannato a 13 anni per mafia e tentato omicidio. Dopo l’assoluzione dei due coimputati maggiorenni, anche la sua condanna per il tentato omicidio venne revocata. Resta però definitiva la condanna per mafia.
L’omicidio dello zio e le intercettazioni in carcere
Durante un periodo di detenzione a Soluzzo (Cuneo), Barbaro fu intercettato nel maggio 2022 mentre parlava con amici e familiari della volontà di vendicare la morte dello zio Alessandro Scrocco, ucciso il 17 maggio dello stesso anno davanti al carcere di Foggia, dove stava scontando in semilibertà una condanna per omicidio.
“Chi l’ha fatto sapeva che dovevo uscire”, diceva Barbaro. “Io a mio zio lo devo vendicare a tutti i costi, anche a costo di morire io dopo di lui. Devono morire pure loro”. La squadra mobile sequestrò poche settimane dopo una mitraglietta che Barbaro avrebbe ordinato di spostare. Scarcerato per fine pena il 28 marzo 2023, fu arrestato due giorni dopo per concorso nel possesso dell’arma insieme alla fidanzata e alla compagna dello zio ucciso. Durante la perquisizione in casa, a Trinitapoli, fu trovata anche una pistola Walther PPK: nuovo arresto in flagranza.
Condannato definitivamente a due anni e mezzo per la mitraglietta e altri due per la pistola, stava scontando da circa un anno la pena ai domiciliari.









