Un patrimonio del valore complessivo di oltre 600mila euro è stato sottoposto a sequestro di prevenzione nei confronti di Paolo Sorbo, 49 anni, noto pluripregiudicato di Cerignola. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato – Questura di Foggia – e dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari, in attuazione di un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Bari e del Questore di Foggia.
Il sequestro è finalizzato alla successiva confisca e riguarda beni ritenuti riconducibili a un soggetto con un profilo criminale di particolare rilievo, coinvolto nel corso degli anni in numerose rapine a istituti di credito e in assalti ai portavalori.
La latitanza e l’arresto nelle campagne
Sorbo era stato latitante per oltre un anno tra il 2015 e il 2016, fino a quando la sua fuga si concluse in un casolare nelle campagne di Stornara. Qui fu arrestato dagli uomini del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Foggia, essendosi sottratto all’esecuzione di una condanna definitiva a 17 anni di reclusione.
Il suo nome compare anche nella relazione del Prefetto di Foggia che, nell’ottobre 2019, portò allo scioglimento del Consiglio comunale di Cerignola per infiltrazioni criminali.
Le indagini patrimoniali
Il sequestro rappresenta l’esito di articolate indagini economico-patrimoniali volte a ricostruire la pericolosità sociale di Sorbo e a individuare beni e disponibilità finanziarie a lui e al suo nucleo familiare riconducibili.
La Divisione anticrimine della Questura di Foggia ha analizzato gli esiti giudiziari relativi a un arco temporale compreso tra il 1995 e il 2018, accertando una lunga serie di reati contro la persona e il patrimonio, che hanno portato a numerose condanne. Da qui il riconoscimento di una pericolosità sociale di tipo “generico”.
Parallelamente, il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari, attraverso il G.I.C.O., ha sviluppato approfondite indagini patrimoniali relative al periodo 2011-2024. Gli accertamenti hanno riguardato contratti di compravendita, atti pubblici, movimenti finanziari e rapporti economici riferibili al proposto, ai suoi familiari e alle società a loro collegate.
La sproporzione tra redditi e patrimonio
Dall’analisi complessiva è emerso, secondo l’impostazione accolta dal Tribunale di Bari, che la capacità reddituale lecita del proposto e del suo nucleo familiare non fosse sufficiente a giustificare l’incremento patrimoniale registrato negli anni. Un incremento ritenuto temporalmente correlato alla commissione di reati di natura lucrativa.
Il Collegio giudicante ha ravvisato un nesso tra l’acquisizione dei beni e gli illeciti, prescindendo da una valutazione meramente cronologica e tenendo conto del profilo criminale del soggetto e dei redditi dichiarati, giudicati esigui.
I beni sequestrati
Tra i beni sottoposti a sequestro figurano uno dei saloni da parrucchiere più noti di Cerignola, una palestra di boxe, quote societarie di un bar-tabaccheria, oltre a rapporti finanziari intestati al proposto, ai familiari e alle attività economiche a loro riconducibili.
Al termine delle operazioni, l’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Bari è stato immesso nel possesso dell’intero compendio patrimoniale, stimato in circa 600mila euro.
L’operazione conferma l’attenzione riservata dalle istituzioni giudiziarie e dalle forze dell’ordine all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, attraverso l’applicazione degli strumenti previsti dal codice antimafia, considerati fondamentali nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata e comune.









