La vicenda di Tatiana Tramacere, sparita per undici giorni e ritrovata in una mansarda a poca distanza dalla sua abitazione, continua a sollevare interrogativi e inquietudini. La giovane studentessa di psicologia, seguitissima sui social per le sue poesie, da quando è stata riportata a casa vive chiusa in un silenzio totale. Un silenzio che pesa sulla famiglia, convinta che qualcosa non torni nelle dinamiche del suo allontanamento.
Il ritrovamento: Tatiana nascosta in un armadio e incapace di reggersi in piedi
Quando i carabinieri l’hanno individuata nell’appartamento di Dragos Ioan Gheormescu, Tatiana era nascosta in un armadio. Ai militari avrebbe subito detto: “Non ho fatto niente”, precisando poi di non essere stata sequestrata e che tutto era stato organizzato insieme a Dragos. Ma le sue condizioni hanno allarmato i familiari.
“Era sofferente e smagrita, non si reggeva in piedi”, ha raccontato il padre Rino Tramacere, riferendo che riportarla a casa è stato “drammatico”. Le sue parole alimentano dubbi e paure: “Non riusciamo a comprendere perché fosse ridotta così. Non sappiamo se sia stata maltrattata: ce lo siamo chiesti”.
L’avvocato di Dragos: “Allontanamento volontario, nessun sopruso”
Di altro avviso è l’avvocato di Dragos, Angelo Greco, che nega categoricamente ogni ipotesi di violenza. “Non c’è stato nessun maltrattamento. L’allontanamento era volontario, frutto della volontà della ragazza”, ha dichiarato. Secondo il legale, la coppia avrebbe condotto “una vita normale” durante quei giorni.
Gli inquirenti, nelle prime verifiche, non hanno ravvisato gli estremi per il reato di sequestro di persona. “Un intento a mal nutrirla? Ipotesi esclusa. Se è risultata malnutrita è dovuto probabilmente a un periodo di stress”, aggiunge l’avvocato.
La famiglia: “È sotto choc, soffre per ciò che legge sui social”
Tatiana, una volta a casa, ha preferito isolarsi: non parla con gli inquirenti, né con i familiari. “Non vuole vedere nessuno, è sotto choc”, racconta il padre, che chiede rispetto e protezione da curiosi e cronisti appostati nei pressi dell’abitazione.
A ferirla, spiega la famiglia, sono soprattutto le insinuazioni rimbalzate sui social: “Legge, si informa, ma certe cattiverie le fanno molto male. Soffre fino alle lacrime”.
Dragos torna al lavoro, si attende il dissequestro del cellulare
Dragos, intanto, ha ripreso la sua routine da gommista. Rimane però sotto la lente degli investigatori, che hanno sequestrato il suo cellulare quando il giovane era sospettato di istigazione al suicidio. Il dispositivo potrebbe fornire nuovi dettagli per chiarire definitivamente la vicenda.
Gli inquirenti attendono di poter ascoltare Tatiana, quando le sue condizioni lo permetteranno. Per ora il suo silenzio resta il punto più enigmatico di un caso che continua a far discutere e che tocca corde profonde di dolore e inquietudine in una famiglia che attende risposte.












