A una settimana dal voto che ha consegnato la vittoria a Antonio Decaro, la Puglia è ancora in una fase di stallo: la proclamazione dei cinquanta consiglieri non ha tempi certi e la costruzione della nuova giunta resta legata anche al futuro di Michele Emiliano, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno. L’ex governatore, oggi alle 11, saluterà nell’Agorà del Consiglio regionale dipendenti e consiglieri, un momento che va oltre il semplice commiato istituzionale e che molti leggono come un gesto di distensione verso il successore, dopo settimane segnate da tensioni e distinguo politici.
Il ruolo di Emiliano nella fase di transizione
Esponenti vicini all’area emilianista considerano l’appuntamento di oggi come un messaggio politico: Emiliano vuole far sapere di non essere un ostacolo al passaggio di consegne e, allo stesso tempo, di non attendere incarichi “con il cappello in mano”. Gli accordi raggiunti con Decaro prima del voto prevedevano per lui un assessorato o un incarico di prima fascia. Tra le deleghe possibili, secondo indiscrezioni citate da La Gazzetta del Mezzogiorno, ci sarebbe quella alla Protezione civile e al Piano Taranto, dossier che Emiliano ha continuato a seguire fino a pochi giorni fa. Una soluzione che però rischia di cozzare con l’immagine di rinnovamento che Decaro ha fatto sua durante la campagna elettorale.
Se dovesse svanire l’ipotesi di un assessorato, resterebbe un incarico alternativo, ma non tutti i ruoli garantirebbero l’aspettativa dalla magistratura. Un punto che pesa nelle valutazioni delle prossime ore, in un quadro dove anche la segretaria dem Elly Schlein è perfettamente informata delle pre-intese tra i due.
Decaro accelera sulla Sanità dopo le inchieste di Report
Ieri Decaro ha visitato il Presidio territoriale assistenziale di Noci, al centro delle verifiche dopo le inchieste di Report sulle Case di comunità e sui ritardi dei cantieri del Pnrr. “L’unico modo per conoscere i problemi è guardarli da vicino”, ha scritto sui social. Ha spiegato poi nel dettaglio la trasformazione del Pta in Casa di comunità, con medici di medicina generale associati, Cup e ambulatori specialistici.
Il diritto alla Salute è il terreno sul quale Decaro ha scelto di concentrarsi subito dopo l’elezione, dedicando giorni allo studio di numeri, statistiche, costi e accessi ai servizi sanitari. Oggi sarà a Bruxelles per impegni della Commissione Ambiente, che continuerà a presiedere fino alla nomina della nuova giunta.
La mappa degli assessorati tra conferme e nuovi equilibri
Nella squadra in via di definizione sembrano consolidarsi le presenze di Donato Pentassuglia e Francesco Paolicelli, tra i primi sostenitori di Decaro e premiati dagli elettori nelle rispettive province. Pentassuglia potrebbe proseguire all’Agricoltura, settore in cui ha rivisto la gestione dei fondi europei e affrontato la questione Xylella, oppure tornare alla Sanità, delega che ricoprì ai tempi di Vendola.
Per Paolicelli, già presidente della Commissione Agricoltura, resta sul tavolo sia la conferma in quell’ambito sia l’approdo allo Sviluppo economico.
Le ipotesi al femminile e la rappresentanza della Capitanata
Sul fronte femminile rimane in pole Debora Ciliento (area Boccia), insieme a Rosa Barone, contiana e in ballottaggio con Cristian Casili. Tra le possibili nuove figure della giunta emerge Rossella Falcone, nel CdA di Aqp ed ex assessora a Vieste: potrebbe gestire Cultura oppure Ambiente e Coste. Questa opzione darebbe peso alla Capitanata e, secondo valutazioni raccolte da La Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe ben vista anche da Raffaele Piemontese, pronto a preparare il proprio futuro politico nazionale dopo due mandati da protagonista. Occhio anche all’altra viestana, Graziamaria Starace, attuale assessora al Turismo del Comune più amato dai vacanzieri.
Uno scenario ancora in movimento
Tra equilibri da trovare, promesse elettorali da rispettare e rapporti politici da ricucire, la nuova giunta è ancora un cantiere aperto. Ogni parola di Emiliano nell’incontro di oggi verrà letta come un indizio sugli scenari futuri, mentre Decaro è chiamato a definire una squadra che segni la discontinuità promessa ma che allo stesso tempo tenga fede agli accordi politici già stretti.












