È arrivato finalmente in libreria ‘50 Giorni di Nemesi’, il nuovo romanzo di Gioacchino Rosa Rosa, un noir ad alta tensione che affronta, con sguardo lucido e spietato, i temi della giustizia, della vendetta e della responsabilità collettiva. Ambientato nella Foggia contemporanea, il libro intreccia vite, segreti e ombre urbane in un crescendo narrativo che sta già conquistando lettori e critici.
Il romanzo, già disponibile nelle principali librerie fisiche e online, verrà presentato ufficialmente in due appuntamenti pubblici: mercoledì 3 dicembre alle 17 nella Sala Rosa della Villa Comunale di Foggia e sabato 6 dicembre alle 18 al Teatro Verdi di San Severo.
Dirigente d’azienda, scrittore e compositore, Gioacchino Rosa Rosa firma con ‘50 Giorni di Nemesi’ un’opera dal respiro cinematografico, capace di raccontare una città senza filtri e di trasformare il tema della vendetta in un viaggio oscuro dentro l’animo umano. L’ingresso è libero per entrambe le date.
Chi conosce la produzione letteraria di Gioacchino Rosa Rosa, cominciata nel 2010 col bestseller “Foggiani. Chi siamo, da dove veniamo e perché non arriveremo mai”, non può che rimanere straordinariamente colpito dal suo ultimo libro “50 giorni di Nemesi”, che sarà presentato il 3 dicembre ai suoi concittadini.
Anzitutto per lo stile, decisamente assai maturo e totalmente scevro da ogni autoreferenzialità gigionesca o localistica. E poi per il genere scelto, il noir, capace, come spesso dice il grande maestro Maurizio De Giovanni, di descrivere la provincia italiana, i suoi mali e i suoi vizi meglio dei trattati di sociologia e antropologia.
Crime truce americano e Quarta Mafia vengono mescolati con grande maestria da Rosa Rosa in una prosa secca e focalizzata sulla trama e sui personaggi. Una crocifissione tra i campi, una impiccagione in un capannone dismesso, una decapitazione nel parcheggio degli Ospedali. Un prete pedofilo, un usuraio, un chirurgo macellaio dedito solo alla bella vita.
Gli omicidi violenti e scenografici sconvolgono la città di Foggia, dove la giustizia fatica a sopravvivere e la legge non è uguale per tutti.
È nel deep web, nella tecnologia più sofisticata che vanno cercate le ragioni degli assassini teatrali esposti al pubblico ludibrio. Rosa Rosa si inventa Nemesi e Agorà, una piazza virtuale dove tutte le ingiustizie subite dal popolo da parte delle élite, della criminalità e dei mostri quotidiani, sono riportate a galla e dove la rabbia delle vittime trova finalmente consolazione. I potenti sfuggono alle condanne, i criminali vengono rimessi in libertà per banali cavilli, e il senso di impotenza, la frustrazione delle vittime e di chi ha rischiato la vita per far rispettare la legge si tramutano lentamente in desiderio di vendetta.
Nell’ombra del dark web si muove un tribunale invisibile che emette sentenze senza possibilità di appello e le esegue con una violenza senza precedenti.
L’indagine dura 50 giorni, che sono anche lo strumento letterario di divisione dei vari capitoli. Il lettore, anche in maniera tumultuosa, viene accompagnato verso la verità, un giorno dopo l’altro.
Ad indagare sono il vicequestore Dario Catapano e la P.M. Elena Ruggeri, ma sono tanti i personaggi che si incontrano nella narrazione: si tratta infatti di un noir corale, con tante visioni contrapposte e mille espedienti per sopravvivere in una città difficile.
Qualcuno aveva già tentato di romanzare le tante ordinanze e gli intrecci della criminalità organizzata foggiana, seppure senza tanta convinzione. Ma Rosa Rosa fa qualcosa in più. Mixa gli elementi della cronaca nera quotidiana pugliese dentro uno scenario criminale più splatter del reale.
Nel crime più spietato riescono ad insinuarsi le descrizioni e le analisi di un territorio malato, omertoso, complice.











