La Puglia torna alle urne per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il consiglio regionale. I seggi resteranno aperti domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura inizierà lo spoglio, dal quale emergerà il successore dell’attuale governatore Michele Emiliano e i 50 componenti dell’assemblea, ai quali si aggiunge il presidente eletto.
I candidati alla presidenza e le coalizioni
Sono quattro gli aspiranti alla guida della Regione. Per il centrosinistra corre Antonio Decaro, sostenuto da sei liste: Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le civiche “Per”, “Decaro presidente” e “Popolari per Decaro”.
Il centrodestra si presenta compatto con Luigi Lobuono, supportato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e dalla lista “La Puglia con noi”, presente nelle circoscrizioni di Taranto, Lecce e Bat.
Completano il quadro Sabino Mangano per Alleanza civica per la Puglia e Ada Donno per Puglia popolare e pacifista.
Come si vota: una sola scheda per presidente e consiglio
L’elettore avrà a disposizione una scheda unica sulla quale compariranno i nomi dei candidati alla presidenza e i simboli delle liste che li sostengono.
Si potrà: votare sia il candidato presidente che una lista collegata; barrare solo la lista, esprimendo automaticamente il voto anche per il candidato a essa collegato; barrare solo il nome del candidato presidente, senza attribuire alcun voto alle liste collegate.
È possibile esprimere fino a due preferenze per i candidati al consiglio regionale, obbligatoriamente di genere diverso: in caso contrario la seconda preferenza viene annullata.
Chi viene eletto e come funziona il premio di maggioranza
È proclamato presidente il candidato che ottiene più voti. Tra i non eletti, diventerà consigliere regionale il candidato presidente che avrà raggiunto il maggior numero di consensi.
Per accedere alla ripartizione dei seggi sono previste soglie di sbarramento: l’8 per cento per le coalizioni e il 4 per cento per le singole liste.
La coalizione del presidente eletto otterrà un premio di maggioranza variabile: 29 seggi se supera il 40 per cento dei voti validi; 28 seggi tra il 35 e il 40 per cento; 27 seggi se rimane sotto il 35 per cento. Un meccanismo pensato per garantire stabilità e governabilità nella nuova legislatura.












