Un affondo duro, diretto, che squarcia il velo della narrazione istituzionale degli ultimi mesi. L’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi interviene con un lungo post sui social dopo l’ennesimo episodio di violenza nei pressi del Castello, accusando l’amministrazione in carica di aver costruito una rappresentazione “patinata e rassicurante” della città, lontana dai problemi reali vissuti quotidianamente dai cittadini.
“Un anno e mezzo di propaganda”
Riccardi parla di “flusso costante di comunicazione istituzionale” fatto di foto, slogan e annunci, ma privo di contenuti concreti. Denuncia un racconto politico “rassicurante”, che però non affronta ciò che davvero segna Manfredonia: aree degradate, criticità ricorrenti, sicurezza compromessa in punti noti della città.
Un riferimento diretto arriva all’incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Secondo l’ex sindaco, la cittadinanza avrebbe avuto il diritto di sapere quali impegni fossero stati discussi e richiesti, ma “l’unica traccia lasciata è stata una foto del sindaco accanto al ministro, diffusa come fosse un risultato politico”.
La rissa al Castello e il “capro espiatorio” della movida
Riccardi contesta anche la reazione dell’amministrazione all’ultima rissa avvenuta vicino al Castello. Il sindaco, sostiene, avrebbe individuato nella movida la causa principale del problema, una spiegazione “semplice e immediata” che però non rispecchia la realtà.
Secondo l’ex primo cittadino, la zona del Castello è da anni teatro degli stessi episodi, ben prima dell’arrivo dei giovani o dei locali notturni. Un punto critico strutturale, lasciato a sé stesso, che ciclicamente torna sulle cronache per violenze o tensioni. “Raccontarla come una degenerazione della movida – scrive – significa non guardare in faccia la realtà”.
“Serve lucidità, non retorica”
Il post diventa così una riflessione più ampia sulla gestione della città. Riccardi accusa l’amministrazione di scegliere una comunicazione rassicurante per coprire la mancanza di scelte e interventi concreti. A suo giudizio, la sicurezza non si affronta con le passerelle o con le rassegne culturali, ma con responsabilità e coraggio amministrativo.
“La legalità non si celebra, si pratica”, afferma, sottolineando che la città non ha bisogno di eroi né di moralismi, ma di un governo capace di leggere il territorio con onestà.
“La notte racconta la verità di un luogo”
Il messaggio si chiude con una metafora: la notte, con i suoi episodi critici, rivela ciò che la comunicazione ufficiale tenta di nascondere. “A Manfredonia – conclude Riccardi – la verità non è nelle risse, ma nel vuoto che le precede. E nel racconto che puntualmente prova a coprirlo”.












