Un appello diretto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere rinforzi immediati e un intervento strutturale contro la criminalità che da anni affligge la provincia di Foggia. A lanciarlo è il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) di Foggia, attraverso una lettera firmata dal segretario provinciale Giuseppe Vigilante e indirizzata al titolare del Viminale, in visita oggi nel capoluogo dauno.
Nel documento, il sindacato ringrazia il ministro per l’attenzione ma denuncia una situazione ormai insostenibile per le forze dell’ordine: “Negli ultimi anni a Foggia e provincia mancano più di 150 unità, con una pianta organica ferma al secolo scorso. Nei commissariati, veri avamposti contro la criminalità, non si riesce più a garantire un adeguato servizio di controllo del territorio. Mancano uomini, mezzi e risorse”.
“La mafia più agguerrita d’Italia”
Il Sap richiama l’urgenza di rilanciare “l’azione di prevenzione e contrasto della microcriminalità e del crimine organizzato e mafioso in una terra dove opera la quarta mafia, sempre più violenta”. Nella lettera si citano anche i dati del Sole 24 Ore, secondo cui Foggia e la sua provincia figurano ai primi posti in Italia per omicidi e furti d’auto, oltre che tra le zone più colpite da incendi dolosi e lesioni volontarie.
“Dietro questi numeri — scrive il sindacato — si cela l’ombra della criminalità organizzata foggiana, la cosiddetta ‘Società’, capace di condizionare economia e vita quotidiana”.
“Dove sono i rinforzi?”
Il documento evidenzia anche la difficoltà di mantenere livelli minimi di sicurezza: “Nel 2024 sono arrivati 39 colleghi, ma tra trasferimenti e pensionamenti ne abbiamo persi 68. Quest’anno ne sono entrati 48, ma 55 se ne sono già andati. Il personale è demotivato e stressato, e i mezzi inadeguati a garantire servizi di controllo in sicurezza”.
Un grido d’allarme che chiude con un appello accorato: “La terra di Capitanata ha bisogno di serenità. Non deve e non può essere considerata la più insicura della Puglia e tra le prime in Italia per gravissimi reati”.









