Clima teso in casa Foggia. Le curve rossonere hanno diffuso un duro comunicato annunciando la diserzione delle gare casalinghe fino a quando Nicola Canonico resterà presidente del club. Una presa di posizione netta, arrivata alla vigilia della partita in programma il 9 novembre, giornata in cui la società ha promosso un’iniziativa dedicata alla legalità con prezzi ridotti per favorire l’afflusso dei tifosi allo stadio.
La contestazione: “Una data senza significato, dimenticata quella dell’11 ottobre”
I tifosi organizzati hanno spiegato le ragioni della protesta, esprimendo apprezzamento per il messaggio legato alla legalità ma contestando la scelta della data.
“Apprezziamo la proposta della società di indire una giornata per la legalità con prezzi popolari – si legge nella nota – ma ci viene difficile comprendere perché sia stata organizzata il 9 novembre, giorno privo di ricorrenze, e non l’11 ottobre, quando avremmo dovuto ricordare i nostri quattro angeli scomparsi direttamente dagli spalti. Canonico, questo non te lo perdoneremo mai”.
I gruppi della curva ricordano come, nel periodo della tragedia che ha colpito la tifoseria, la società non abbia organizzato nessuna commemorazione ufficiale. “Avresti potuto riguadagnare almeno una forma di rispetto – scrivono – ma ti sei disinteressato completamente della memoria dei nostri ragazzi”.
“Siamo persone perbene, ma la dignità non si svende”
Nel comunicato, i tifosi rivendicano le proprie iniziative sociali e il senso civico del movimento ultras: “Noi ragazzi delle curve siamo persone perbene e non perdiamo occasione per dimostrarlo, come quando siamo scesi in piazza contro la violenza minorile e le baby gang”.
Tuttavia, sottolineano, “c’è un limite invalicabile che si chiama dignità, e Canonico lo ha superato con la sua indifferenza”.
“Non entreremo più allo Zaccheria”
La decisione finale è drastica: “Fino a quando sarai a capo del Foggia Calcio – scrivono i gruppi – diserteremo tutte le gare casalinghe, anche se il biglietto dovessi regalarcelo. Sosterremo solo la maglia in trasferta”.
Un gesto che segna l’ennesimo capitolo della frattura profonda tra la tifoseria e la proprietà rossonera, già emersa nei mesi scorsi per il caro biglietti e la gestione della squadra.
Il comunicato si chiude con un appello diretto al presidente: “Abbi almeno la decenza di chiedere pubblicamente scusa a tutto il popolo rossonero”.












