A ventitré anni dal terribile terremoto del 31 ottobre 2002, Casalnuovo Monterotaro ricorda con commozione quel giorno che segnò per sempre la comunità. In una lettera aperta alla cittadinanza, il sindaco Pasquale Codianni ha tracciato un bilancio tra memoria e realtà, sottolineando come la ricostruzione, pur avendo fatto passi avanti, resti ancora incompleta.
“A distanza di ventitré anni dal terribile evento sismico che colpì la nostra terra, il ricordo di quel 31 ottobre continua a vivere nella memoria di tutti i casalnovesi, vicini e lontani”, ha scritto il primo cittadino. “È un ricordo che segna il tempo ma che, nonostante tutto, ci unisce come comunità, rafforzando quel legame profondo che ci ha permesso di rialzarci con dignità e coraggio”.
267 abitazioni ancora in attesa di fondi
Il sisma del 2002, che devastò in particolare San Giuliano di Puglia causando la morte di 27 bambini e della loro maestra, colpì duramente anche Casalnuovo Monterotaro, il comune più danneggiato della provincia di Foggia. Circa 500 abitazioni subirono gravi danni o crolli.
Oggi, a oltre due decenni di distanza, 267 case restano puntellate e disabitate, in attesa di finanziamenti per gli interventi definitivi.
“Molto è stato fatto in questi anni – ha ricordato Codianni – ma resta ancora tanto da completare. Mancano risorse importanti, circa 16 milioni di euro, per ultimare la cosiddetta fascia D. Quelle case puntellate rappresentano non solo un ricordo tangibile del sisma, ma anche un impegno ancora aperto che intendiamo onorare con determinazione e responsabilità”.
Un minuto di raccoglimento per non dimenticare
Il sindaco ha poi rivolto un invito a tutta la cittadinanza, alle scuole e alle istituzioni locali affinché alle 11.32 – l’ora in cui la terra tremò – si osservi un minuto di silenzio in memoria delle vittime, in particolare dei bambini di San Giuliano di Puglia.
“Conservare viva la memoria di quel periodo difficile è un dovere morale e civile”, ha concluso Codianni. “È un modo per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, della partecipazione e dell’amore per la propria comunità”.
Un messaggio di speranza e di impegno, che invita a non dimenticare, ma anche a pretendere risposte per una ricostruzione che, dopo ventitré anni, non può più attendere.










