La chiamano la ‘Signora delle zucche’ perché da 30 anni intaglia, utilizzando solo coltello e cucchiaio, decine di zucche che poi mette davanti alla sua abitazione a partire dall’1 novembre, quando vengono ricordate le anime dei defunti. Siamo a Orsara di Puglia, piccolo comune del Foggiano, dove non si festeggia Halloween ma i ‘Fucacoste e cocce priatorje’ (ossia i falò e le teste del purgatorio), con cui si ricordano le anime dei defunti. Antonella Buonassisi, 57 anni, nata e cresciuta nel comune di circa 2400 abitanti, ha da sempre avuto la passione per l’intaglio delle zucche. “Sono trent’anni circa che le lavoro – racconta – e questa tradizione mi ha incantato fin da bambina, tanto che la prima volta che ne ho disegnata una avevo pochi anni. Con il tempo la passione mi ha coinvolta ulteriormente ed ogni anno ne realizzo una in più”. Non utilizza arnesi, Antonella, ma solo semplici posate. Un coltello e un cucchiaio. “Prendo la zucca, mi piacciono soprattutto quelle lunghe affilate, la guardo, la studio e solo in quel momento immagino il disegno da realizzare – dice -. Per lo più disegni semplici ma particolari. Poi inserisco un lumino e le posiziono attorno all’abitazione”.
Nel comune del Foggiano ogni casa viene addobbata con zucche, una tradizione che affonda le radici nella notte dei tempi. “Arrivo a realizzarne anche una decina, una quindicina, anche più. Dipende chiaramente dall’annata. Poi la zucca regina la realizzo dedicandola a un avvenimento. Lo scorso anno l’ho dedicata ai quattro giovani tifosi del Foggia Calcio deceduti nell’incidente a Potenza (il 13 ottobre 2024, ndr). Quest’anno sto maturando l’idea di dedicarla ai tanti, troppi bambini vittime delle guerre”. Antonella condivide la sua passione con il marito e il figlio 26enne. “Sono felice che migliaia di visitatori si fermino davanti casa a guardare queste zucche e ad ascoltare la nostra tradizione. Sono felice. Mi riempe di gioia. Per me sono gioielli. Vorrei tanto che questa tradizione fosse sempre più conosciuta, tramandata, perché trasmette serenità. Noi la viviamo intensamente”. (Ansa)











