Chiunque abbia avuto un lutto familiare o amicale a Foggia conosce bene, in assenza di proprietà di una cappella gentilizia o di un loculo acquistato ante mortem, la situazione delle tumulazioni al cimitero del capoluogo dauno.
Le cappelle pubbliche sono state ormai ultimate e non vi sono nuovi atti che consentono ai gestori di edificare nuovi lotti di loculi.
Era il 7 dicembre del 2007, quando il Comune di Foggia individuò la proposta delle Imprese Silvia S.p.A. e Italstudi S.r.l. al fine della realizzazione delle opere di ampliamento del cimitero comunale e della sua gestione. Solo nel marzo 2011 però con l’amministrazione dell’allora sindaco Gianni Mongelli la concessione veniva aggiudicata definitivamente al raggruppamento e nel luglio 2011 veniva sottoscritta la convenzione tra il Comune di Foggia e la società ad hoc chiamata Progetto Finanza di Capitanata di Trisciuoglio e Insalata.
Oggetto della convenzione erano per la parte edilizia la progettazione definitiva ed esecutiva con l’esecuzione dei lavori per ampliamento del cimitero ed adeguamento a norma, e per la parte gestionale i servizi cimiteriali che comprendono le tumulazioni, le estumulazioni, la concessione di aree per cappelle gentilizie e la tenuta dei registri.
In questi anni il campo santo ha cambiato volto. Foggia ha anche il suo Tempio Crematorio, che offre servizi anche all’utenza proveniente dalle province limitrofe e da fuori regione. La società PFC ha anche comunicato alll’Ente di dover effettuare un restauro conservativo e un recupero funzionale dei manufatti edilizi siti all’ingresso monumentale del Cimitero Comunale di Foggia lato A e B per un importo di 340.086,82 euro, i lavori da eseguirsi in subappalto sono stati autorizzati dalla Soprintendenza Belle arti e paesaggio di Foggia.
Insomma il servizio è erogato con grande efficienza. Persiste però da più di un anno una vera e propria emergenza loculi per le salme sprovviste di un loro posto in cui essere tumulate.
“Non ci sono i loculi, sono 10 anni che lavoriamo con i loculi in emergenza”, dicono dalle pompe funebri delle città. Le rimozioni forzate di quei defunti che hanno visto scadere i loro 30 anni di tumulazione e i cui parenti non hanno rinnovato il contratto entro 30 giorni dalla scadenza, danno spazio alle salme giornaliere. Ma non sempre questi loculi sono adeguati alle esigenze delle famiglie. Spesso si tratta di cappelle vetuste, ormai umide e poco sicure dal punto di vista strutturale e pochissimo frequentate. Se si considera la media foggiana che parla di 3 morti al giorno si può ben dire che non ci sono 3 loculi liberi al giorno. Urge un nuovo ampliamento per nuove tombe.
La cremazione è residuale purtroppo a Foggia: stando ai dati delle agenzie funebri solo il 3% delle salme foggiane viene cremata, a causa di una mentalità cattolica poco incline a bruciare i corpi, nonostante i pronunciamenti ormai positivi del Vaticano.
“Il tempio funziona perché abbraccia anche Benevento e tutta la Bat, ma purtroppo viene poco utilizzato dai foggiani. Le salme sostano un paio di giorni, a Foggia sono tutti molto esigenti, le persone cercano tutte le file comode, tutte le secondo file e con l’extra lusso”, rimarca più di un operatore.
Servizi funerari, loculo, bara e lapide per un funerale normale e non sfarzoso arrivano a costare circa 6mila euro.
La maggior parte dei foggiani ha già acquistato il suo posto per l’eternità, lo conferma il fatto che la nuova area del cimitero è piena di cappelle gentilizie o di cappelle in cooperativa con loculi per la quasi totalità vuoti, ma già opzionati in vita.
Il 40% dei morti ha già un suo sepolcro pronto che li attende, si tratta di persone oculate e più benestanti, che “si tolgono il pensiero” come dicono i becchini.
“Il Comune, con la sindaca Episcopo, deve deliberare un nuovo ampliamento oppure deve scegliere la via della cremazione o delle tombe sottoterra come accade a Milano, dove ogni sepolcro è venduto per un massimo di 10 anni”, è il refrain delle pompe funebri, che vivono anche l’emergenza del Policlinico Riuniti, che ha una morgue troppo piccola per i tempi. Rispetto a qualche tempo fa si è ridotto il costume delle funeral home casalinghe con le veglie e le nenie notturne. Molti preferiscono far morire il loro parente in ospedale. E la cappella è insufficiente ormai al numero di salme presenti quotidianamente.
Non c’è spazio neanche nei frigorigeneratori. Il nuovo obitorio del Deu, tanto atteso e promesso, tarda ad arrivare.












