Serve “un nuovo modello di codice di comportamento fondato sulla condivisione della cultura dell’integrità, sulla forza dell’etica e della trasparenza” per il futuro dei Comuni che vengono sciolti per infiltrazioni mafiose. È quanto sostenuto da Giuseppe Busìa, presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione che partecipa a Foggia, al convegno intitolato ‘La forza dell’integrità’ dedicato alle amministrazioni locali commissariate per mafia (ben sei in Capitanata dal 2015 al 2023: Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia, Cerignola, Foggia e Orta Nova, ndr).
“Il nuovo codice di comportamento rivolto ai dipendenti pubblici che si trovano a operare nei Comuni post-scioglimento, è rafforzato da strategie di prevenzione della corruzione per assicurare trasparenza e dialogo con la cittadinanza”, ha aggiunto appellandosi ai cittadini affinché partecipino “attivamente alla vita amministrativa”. Il codice “nasce dall’iniziativa di tanti amministratori locali che con Anac e Anci Puglia, hanno inteso rafforzare l’impegno contro le mafie tagliando ogni legame con le infiltrazioni criminali che hanno provocato lo scioglimento – ha proseguito Busìa – e il Foggiano in tal senso, è un laboratorio di innovazione istituzionale e amministrativa”.
“Nei Comuni sciolti per mafia, il supporto di altre amministrazioni dotate di comprovata qualificazione professionale potrebbe rivelarsi quanto mai opportuno come strumento per favorire buone pratiche”, ha concluso. (Ansa)









