Droga e interessi sul business eolico potrebbero celarsi dietro al duplice omicidio di Apricena del 20 giugno 2017. Nuovi dettagli dalle carte sull’arresto di Francesco Scirpoli e Pietro La Torre, capi del clan garganico Lombardi-Scirpoli-La Torre, accusati di aver ammazzato Nicola Ferrelli, principale obiettivo dell’attentato e Antonio Petrella, entrambi ritenuti vicini al clan Di Summa-Ferrelli attivo tra Apricena e Poggio Imperiale. La spedizione di morte sarebbe stata organizzata per favorire gli alleati del clan Testa-La Piccirella di San Severo e del clan Moretti di Foggia, alleati da decenni e vicini proprio al gruppo criminale del Gargano oggi guidato da Scirpoli&co.
Fondamentali nelle indagini le analisi antropometriche sul video dell’agguato, pubblicato anni fa da l’Immediato, e il racconto dei pentiti, tra questi il mattinatese Antonio Quitadamo detto “Baffino”, compaesano di Scirpoli e un tempo suo alleato.
Quitadamo ha indicato i boss Rocco Moretti di Foggia e Giuseppe La Piccirella di San Severo tra coloro che avrebbero potuto decretare la condanna a morte delle vittime. “Baffino” ha spiegato agli inquirenti di non conoscere personalmente Ferrelli e Petrella ma sapeva che i due avevano un parente del clan Di Summa che viveva ad Amsterdam e che trafficava in sostanze stupefacenti. “Non so se hanno fatto il piacere a Pinuccio ‘La Picciredd’, se hanno fatto il piacere a Rocco Moretti, se era il traffico della droga. C’è una cosa grande sotto che noi non la sappiamo, né io, né mio fratello (il pentito Andrea Quitadamo, ndr), là ci sono soldi della droga che prendevano la percentuale, ci sono i soldi delle pale eoliche, che loro prendevano i soldi, però sono sistemi che noi non siamo entrati, non ti so neanche spiegare”.
Sono ben noti gli interessi della mafia locale in Olanda: sempre nel 2017 venne ammazzato Saverio Tucci detto “Faccia d’angelo”, narcotrafficante del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci.
Particolari di rilievo anche da un altro collaboratore di giustizia, il viestano Gianluigi Troiano detto “U’ minorenn”: “Io prima di arrivare ad Agrigento sono stato detenuto con i Moretti a Bari. In particolare con Rocco Moretti ho stretto rapporto. Scirpoli sapendo che avevo questo buon rapporto, mi ha detto che ha compiuto diversi omicidi in collaborazione con i Moretti e mi ha lasciato intendere cha anche questo fosse un favore fatto a loro”.
Quanto riferito da Troiano, in riferimento alla vicinanza di Scirpoli a Moretti, il quale gli avrebbe commissionato diversi omicidi, compreso quello di Apricena, avrebbe trovato – stando agli inquirenti – pieno riscontro. Evidenze investigative emerse nel corso dell’indagine collocherebbero Scirpoli “in un contesto di collaborazione nel sodalizio criminale di cui fa parte Moretti”.













