Il mercato rionale di Foggia si è trasformato, nella mattinata di venerdì 12 settembre, in luogo di mobilitazione e sensibilizzazione. Gli attivisti del Popolo della Famiglia (PDF) hanno incontrato cittadini e passanti per manifestare il proprio “no” al disegno di legge sul suicidio assistito, attualmente in discussione al Senato.
“Non una legge di libertà, ma un omicidio di Stato”
A guidare l’iniziativa il segretario nazionale Nicola Di Matteo, che ha sottolineato come il movimento cattolico sia già sceso in piazza il 17 luglio scorso a Roma e ora scelga di proseguire la mobilitazione in tutta Italia. “Abbiamo coinvolto e sensibilizzato i cittadini su un DDL che i partiti stanno provando a imporre dall’alto – ha dichiarato –. Non possiamo accettare che la vita venga ridotta a un tema di convenienza politica o economica”.
L’attacco alla “cultura della morte”
Il coordinatore regionale per la Puglia, Biagio Cantatore, ha parlato di “scorciatoia cinica” alle cure: “Il DDL mira a eliminare direttamente il malato, facendo passare l’idea che la sofferenza sia un peso sociale e un costo da eliminare. Una follia che ricorda la Germania nazista con l’Aktien T4. Il Popolo della Famiglia non ci sta”.
Ancora più duro il coordinatore provinciale di Foggia, Marco Laccetti, che ha richiamato i principi religiosi: “Da cattolici non possiamo tollerare una legge che va contro la Dottrina Sociale della Chiesa e contro il quinto comandamento: non uccidere. Dietro l’espressione suicidio assistito si nasconde in realtà un omicidio, perché è previsto l’intervento di un terzo”.
Una battaglia destinata a continuare
Il PDF ha ribadito che la propria azione non si fermerà qui. “Continueremo a difendere la cultura della vita per il bene del nostro Paese e del suo futuro – ha concluso Cantatore –. L’Italia non può accettare una legge che apre alla deriva etica e sociale”.











