Stipendi più alti per medici, infermieri e operatori sanitari dei Pronto Soccorso, non solo nelle strutture pubbliche ma anche nei grandi ospedali ecclesiastici della Puglia. La decisione è arrivata al termine di una seduta straordinaria della Giunta regionale, interamente dedicata alla sanità, dopo il confronto con lavoratori e sindacati.
Gli ospedali interessati
Le indennità riguarderanno anche presidi di eccellenza come “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, il “Miulli” di Acquaviva delle Fonti e il “Panico” di Tricase, ospedali ecclesiastici che ogni giorno gestiscono una parte importante del carico dell’emergenza in Puglia.
Gli aumenti previsti
Il provvedimento prevede indennità aggiuntive calcolate sul lavoro effettivamente svolto: fino a 1.000 euro al mese per i medici, pari a circa 15.000 euro annui; fino a 300 euro al mese per il personale del comparto, ovvero 3.500 euro annui.
Un incremento che, come ha sottolineato il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, “per famiglie con redditi medio-bassi di operatori sanitari può equivalere al costo di un anno di tasse universitarie, a una vacanza estiva o alle spese di mantenimento dell’automobile”.
Un segnale di attenzione
“È un segnale concreto di attenzione – ha dichiarato Piemontese – a chi ogni giorno regge il sistema dell’emergenza-urgenza in Puglia”. Con queste parole la Regione ha voluto ribadire la centralità del lavoro dei Pronto Soccorso, punto nevralgico della sanità territoriale e primo presidio di assistenza per i cittadini.











