L‘ora dei verdetti al “Decimabis”, maxi processo alla mafia foggiana, “sequel” di “Decimazione”. Raffica di condanne (e due assoluzioni) in appello (secondo grado di giudizio) per padrini, capibastone e picciotti della “Società”. Tra i reati contestati l’estorsione e la tentata estorsione a imprenditori e commercianti della città, il tentato omicidio, l’usura, la turbativa d’asta e, soprattutto, l’associazione mafiosa.
Coinvolti pezzi da Novanta dei gruppi criminali Sinesi-Francavilla, Moretti-Pellegrino-Lanza e Trisciuoglio-Tolonese, oltre ai vertici della cosca scissionista dei Frascolla, legata ai Sinesi. Tra gli uomini coinvolti, arrestati nel maxi blitz del 2020 di DDA, carabinieri e polizia, figuravano anche i boss Pasquale Moretti detto “Il porchetto”, erede naturale di Rocco “il porco” e Federico Trisciuoglio alias “Enrichetto lo Zoppo” o “Polpetta”, deceduto nel 2022 dopo una lunga malattia.
Importante l’apporto durante il processo dei pentiti Francavilla e di Patrizio Villani, ex membri della batteria Sinesi-Francavilla. Lo stesso Villani risultava tra gli imputati per il tentato omicidio dei fratelli Trisciuoglio (figli di “Enrichetto”), vicenda ricostruita dettagliatamente nelle carte dell’inchiesta.
Le condanne in appello
12 anni di reclusione a Pasquale Moretti, 5 anni al figlio Rocco jr, 7 anni e 4 mesi ad Alessandro Aprile detto “Schiattamurt” in aumento della pena di 12 anni e 8 mesi (vincolo della continuazione) inflitta in “Decimazione”, un anno e 4 mesi a Michele Cannone, 5 anni a Tommaso D’Angelo, 5 anni ad Antonio detto Antonello Frascolla, 7 anni e 4 mesi al fratello Gioacchino, 4 anni a Domenico La Gatta, 5 anni a Benito Palumbo, 5 anni a Raffaele Palumbo, un anno e 8 mesi a Massimo Perdonò detto “Massimino” in aumento della pena di 10 anni e 8 mesi (vincolo della continuazione) inflitta in sentenza “Decimazione” del 2022, 6 anni e 6 mesi a Francesco Pesante detto “U’ Sgarr” in aumento della pena di 10 anni e 4 mesi (vincolo della continuazione) della sentenza del 2022 di “Decimazione”, 9 anni e 4 mesi a Giovanni Rollo, 6 anni e 10 mesi a Francesco Tizzano in aumento della pena di 14 anni inflitta nel 2022 in “Decimazione” (vincolo della continuazione), 8 anni e 8 mesi a Nicola Valletta e 5 anni ad Antonio Verderosa.
Confermate le condanne in primo grado ad Alfonso Capotosto (2 anni), Giuseppe Folliero (3 anni e 4 mesi), Ivan Narciso (5 anni e 6 mesi), Carlo Verderosa (3 anni e 4 mesi) e Patrizio Villani (3 anni e un mese). Assolto Ernesto Gatta.
Da alcuni anni sono collaboratori di giustizia e fanno parte di un programma di protezione, Capotosto, Folliero, Carlo Verderosa e Villani.
Spese e scarcerazioni
La Corte ha disposto la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali a favore delle parti civili, tra cui Libera, Fondazione Buon Samaritano, Comune di Foggia, Regione Puglia e aziende vittime del racket.
Per cinque imputati – D’Angelo, Antonio Frascolla, Benito Palumbo, Raffaele Palumbo e Rocco Moretti – è stata disposta l’immediata scarcerazione, se non detenuti per altra causa, essendo stata riconosciuta la corrispondenza tra la custodia cautelare già sofferta e la pena rideterminata.
Sconti e riduzioni rispetto al primo grado. Il boss Pasquale Moretti venne condannato inizialmente a 16 anni, scesi oggi a 12 come chiesto qualche mese fa dallo stesso procuratore generale. Ancora più rilevante la riduzione per il figlio Rocco junior passato dai 10 anni del primo grado ai 5 di oggi, il pg ne aveva invocati 8.












