La politica pugliese entra nella sua fase più delicata. Dopo le tensioni estive e la definizione delle candidature, ora il centrosinistra deve affrontare i nodi più spinosi della governance regionale: Acquedotto pugliese, nomine dei direttori generali delle Asl, il management delle Sanitaservice e la guida dell’Adisu, l’agenzia per il diritto allo studio. Scelte cruciali, che secondo più di un osservatore avrebbero pesato anche nello scontro tra il presidente Michele Emiliano e il candidato alla successione Antonio Decaro.
Il caso Aqp e la governance bloccata
Il dossier più caldo riguarda l’Acquedotto pugliese. La concessione del servizio idrico integrato, in scadenza a fine 2025, è stata prorogata per trent’anni grazie all’accordo tra Regione e governo, blindando così la gestione pubblica. Il modello è quello dell’in house providing, con il trasferimento del 20% delle quote dalla Regione ai Comuni. Ma la partita politica si gioca sulla composizione del nuovo cda: fino a sette membri, uno indicato da Palazzo Chigi e uno dai Comuni, con la Regione titolare della golden share.
Il governo ha già nominato il suo rappresentante, l’avvocato Luciano Ancora, salentino vicino a Raffaele Fitto, mentre la Regione non ha ancora designato i propri consiglieri. Secondo quanto ricostruito da Repubblica Bari, lo stallo avrebbe spinto il centrodestra a predisporre un emendamento per consentire al governo di nominare un commissario, ipotesi poi accantonata ma non del tutto tramontata.
A complicare il quadro è arrivato l’intervento dell’Anac, che ha chiesto di modificare lo statuto dell’Aqp perché il ruolo dei Comuni sarebbe solo “formale”. Senza questa correzione, non sarebbe legittimo l’affidamento diretto, con il rischio di dover bandire una gara.
Sanità, tanti vertici da nominare
Non meno intricata è la situazione delle aziende sanitarie. Sono scaduti da mesi gli incarichi dei direttori generali degli Irccs di Bari e Castellana Grotte e delle Asl Bat e Taranto, mentre al Policlinico di Foggia da quasi due anni si procede con una reggenza. Anche qui Emiliano dovrà sciogliere i nodi, perché nel frattempo restano scoperte anche le presidenze delle società in house Sanitaservice e la direzione generale dell’Adisu, vacante dopo le dimissioni anticipate di Vincenzo Mellilli.
Una fase decisiva
Da qui a novembre, osserva Repubblica Bari, sarà inevitabile arrivare a una sintesi politica sulle nomine, che assumono un peso non solo tecnico ma anche strategico negli equilibri interni al centrosinistra pugliese. “Quando arrivammo noi – ha ricordato un collaboratore di Emiliano – trovammo decine di nomine fatte dal presidente uscente, e nessuno sollevò un caso”.
Il dato di fondo, però, è che la Regione non può più rinviare: Aqp, sanità e servizi pubblici richiedono scelte rapide e trasparenti, destinate a incidere sul futuro della Puglia.












