Sono stati in tanti ad accogliere l’invito di CGIL e coordinamento per la pace a scendere in piazza per lo stop al genocidio a Gaza da parte del governo di Israele. Anche Foggia ha sostenuto la mobilitazione “Da ogni fiume e ogni mare” e la Global Sumud Flotilla.
In piazza la sinistra diffusa, il PD, il M5S e tanti cittadini e cittadine da sempre impegnati nei movimenti pacifisti, come le femministe de La Merlettaia, i movimentisti arcobaleno. Dal palco naturale di Piazza Giordano in tanti hanno fatto riferimento al boicottaggio delle aziende israeliane. Ne ha parlato il professor Giuseppe La Porta, referente del Coordinamento per la pace e ne ha parlato soprattutto il professore Unifg Luciano Beneduce, che ha suggerito addirittura di interrompere ogni rapporto di ricerca con le università israeliane.
Solo 2 anni fa, prima dell’attacco di Hamas, al Water Innovation Summit l’Acquedotto pugliese con le varie facoltà di agraria della Puglia aveva avviato una interlocuzione per la desalinizzazione delle acque.
Come è noto Israele ha sviluppato soluzioni all’avanguardia nella dissalazione, nel riutilizzo delle acque reflue (90%) a fini agricoli e industriali, nella gestione delle perdite idriche, nell’estrazione dell’acqua dall’aria, ed in tanti aspetti del servizio idrico. Nei suoi importanti istituti di ricerca sviluppa soluzioni per il contrasto alla desertificazione, l’efficientamento dell’uso urbano dell’acqua e l’ottimizzazione delle pratiche agricole in condizioni di estrema scarsità.
Oggi tutto questo è bloccato, come ha urlato il docente foggiano sostenendo il boicottaggio.
“La questione è come rendere i boicottaggi più efficaci e avere un maggiore impatto per fare in modo che le aziende complici rispondano della loro complicità nell’oppressione dei palestinesi”, è stato il messaggio.
Tra le varie aziende da boicottare La Porta individua Teva, un’azienda farmaceutica israeliana e uno dei maggiori produttori di farmaci generici al mondo. “Teva sostiene il genocidio in atto per mano di Israele dall’ottobre 2023, ma ha anche beneficiato per decenni dell’occupazione illegale delle terre palestinesi da parte di Israele, permettendo all’azienda di sfruttare illegalmente il mercato palestinese. Farmaci generici alternativi sono ora molto più disponibili che in passato nella maggior parte dei paesi. Boicottiamola”.









