Alla fine l’ha spuntata Michele Emiliano che dalla terna dei presidenti del Parco del Gargano è riuscito a trovare l’intesa con il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, per Vincenzo D’Errico, 56enne operatore turistico di Rodi Garganico che ha prevalso sull’attuale commissario, Raffaele Di Mauro, e su Tiziana Casavecchia, tutti di Forza Italia. Un accordo che ha letteralmente fatto saltare il banco nel centrodestra pugliese e soprattutto in Forza Italia. Da questa mattina una nutrita delegazione di forzisti è a Rodi per cercare di fare cambiare idea a D’Errico, invitandolo a fare un passo indietro. In serata dovrebbe arrivare anche il segretario regionale Mauro D’Attis.
Ma D’Errico non è affatto propenso a rassegnare le dimissioni. “Non esiste proprio – ha detto ai nostri microfoni -, io sono un uomo di Forza Italia, il ministro e il presidente della Regione hanno trovato l’intesa sul mio nome, perché dovrei farmi da parte. È vero da questa mattina è un via vai di delegazioni, ma io sono stato chiaro: non mollo. Ovviamente se Forza Italia non mi vorrà sono pronto a cambiare casacca”. Tuttavia nessuno si aspettava il nome di D’Errico, nemmeno il diretto interessato. “Assolutamente, non ho fatto proprio nulla per ottenere la carica. Mi hanno voluto e non me ne vado. L’idea di parco che ho? “Ripartire dal compianto Matteo Fusilli, da tutti quei progetti avviati e mai portati avanti. Poi accorciare le distanze tra le popolazioni del Gargano e l’ente, e il ritorno delle associazioni ambientaliste”.












