In Puglia cresce l’importo medio richiesto per i mutui, ma la provincia di Foggia resta nelle ultime posizioni della classifica regionale. Secondo l’analisi condotta da Facile.it e Mutui.it sulle domande presentate nel primo semestre 2025, il valore medio richiesto dai mutuatari foggiani è stato pari a 110.710 euro, inferiore rispetto alla media regionale di 121.279 euro e lontano dal dato più alto registrato a Bari, con 136.673 euro.
I dati regionali
Nel complesso, la Puglia ha visto un incremento del 3% negli importi medi richiesti rispetto allo stesso periodo del 2024. I mutui si sono attestati su 121.279 euro in media, a fronte di un valore medio degli immobili di 182.548 euro (+2%). Un segnale che conferma la vivacità del mercato, alimentata da condizioni bancarie più favorevoli e da una rinnovata fiducia dei consumatori.
Gli esperti spiegano come il settore stia beneficiando di una congiuntura positiva: tassi più accessibili, riduzione del costo del denaro e maggiore disponibilità delle banche a concedere credito. In aumento anche le richieste da parte dei giovani, che tornano a presentarsi agli sportelli per acquistare la prima casa.
La classifica delle province
Dopo Bari e Barletta-Andria-Trani (124.021 euro), i valori scendono sensibilmente: Brindisi si attesta su 111.252 euro, seguita da Lecce (110.840) e Foggia (110.710), praticamente appaiate. Chiude la graduatoria Taranto, con richieste medie pari a 103.100 euro.
Surroghe e tassi
Un altro dato significativo riguarda le surroghe: quasi un terzo delle richieste in Puglia (28%) è stato finalizzato al trasferimento del mutuo già in corso. Sul fronte dell’offerta, il 2025 ha segnato un riallineamento: i mutuatari scelgono ancora in prevalenza i tassi fissi, ma l’andamento dell’indice IRS li ha resi più onerosi, mentre i variabili, spinti dal calo dell’Euribor e dai tagli della BCE, sono tornati ad essere più convenienti.
Secondo le simulazioni, per un mutuo medio da 126.000 euro a 25 anni con LTV al 70%, le migliori offerte online partono da un TAN del 2,92% per i fissi (rata da 592 euro) e da un TAN del 2,33% per i variabili (rata da 554 euro).












