Una storia di sofferenza, attesa e rinascita arriva dall’ospedale Riuniti di Foggia, dove un paziente ottantenne, Felice Cannelonga, si è sottoposto con successo a un delicato intervento di trapianto di rene. In una lettera inviata alla redazione, l’uomo ha voluto ringraziare pubblicamente l’intera équipe del Centro Trapianti, definito “un reparto di eccellenza del nostro territorio”.
Dall’attesa estenuante alla chiamata decisiva
Per sette anni Felice si è sottoposto a dialisi trisettimanali a causa di una malattia multicistica renale. Da tre anni era inserito nelle liste trapianti di diversi centri in Italia, ma senza esito. Fino a quando, il 13 agosto 2025, è arrivata la telefonata dal Centro Trapianti del Riuniti, diretto dal professor Francesco Carrieri. “Era disponibile un rene compatibile – racconta –. In poche ore ero già ricoverato in reparto, accolto con cordialità dal personale infermieristico”.
La notte dell’incertezza e l’incontro con la dottoressa Infante
La tensione ha lasciato spazio alla speranza dopo gli accertamenti di compatibilità. A guidarlo in quelle ore delicate è stata la dottoressa Infante, che con professionalità e scrupolosità gli ha illustrato ogni passaggio. “Nelle sue parole – scrive Felice – ho riconosciuto la voce rassicurante che poche ore prima mi aveva annunciato la possibilità di un trapianto”.
L’intervento e la rinascita
Dopo 24 ore di esami, la conferma: il trapianto si poteva fare. L’intervento, eseguito dai chirurghi Palella e Selvaggio, è riuscito. “Quando mi sono svegliato, gli infermieri mi hanno detto che l’operazione era andata bene. A loro, alla dottoressa Infante, ai medici e a tutti gli infermieri – Erika, Giulio, Giuseppe, Marika e Stefano – devo la mia seconda vita”.
“Una mano divina e angeli in corsia”
Nella sua lettera, Felice descrive il reparto come un ambiente confortevole, familiare e pulito, dove ha trovato non solo cure ma anche attenzioni costanti. “Una mano divina mi ha accompagnato – scrive – ma sono stati angeli, i medici e gli infermieri, a supportarmi e a donarmi un futuro”.
Un messaggio di speranza
Il paziente conclude il suo racconto con un pensiero rivolto a chi oggi soffre: “La mia testimonianza vuole essere una carezza per chi lotta contro le patologie renali, e una fiamma accesa che possa alimentare la speranza. Ringrazio di cuore la comunità del Centro Trapianti per avermi permesso di vivere una seconda volta, nonostante l’età”.
La lettera integrale
Carissimi lettori,oggi, per me, è un giorno speciale, in quanto riprendo in mano la mia seconda vita, con una nuova consapevolezza, quella di aver ricevuto un dono speciale e di dover prendermene cura quotidianamente. Questa missiva non è solo la rappresentazione grafica della mia esperienza, ma la voce di chi, come me, soffre di patologie renali e vuole rendere edotti tutti dell’esistenza, nel nostro Territorio, di un reparto di eccellenza sia in termini di professionalità,cura e pulizia che in termini di ascolto, assistenza h 24 e umanità.Mi presento.Sono Felice, un paziente ottantenne, che per sette anni consecutivi si è sottoposto al trattamento dialitico trisettimanale, perché affetto da malattia multicistica renale. Solo da tre anni inserito in diverse liste trapianti.Inutile descrivervi la sofferenza che provavo ogniqualvolta mi recavo in ospedale per il trattamento dialitico. Una sofferenza lacerante e profonda al punto che credevo di non poter vivere a lungo così e che, prima o poi, mi avrebbe portato a consumarmi e a spegnermi come una candela, la cui fiamma lentamente svanisce col tempo. L’inserimento nelle liste trapianti era, per me, la luce nelle tenebre. Lo scorso anno sono stato chiamato dal centro trapianti dell’Ospedale di Bari e di Bologna, ma, in entrambi i casi, sono stato rimandato a casa, perché non ero il primo della lista.Inaspettatamente, il 13 agosto del 2025 mi giunge una telefonata dal centro Trapianti dell’Ospedale Riuniti di Foggia, gestito dal prof. Carrieri. Una voce femminile, persuasiva e al contempo determinata e carica di espressività, mi comunica che è disponibile un rene di un ottantenne e che devo recarmi presso la struttura entro le ore 24,00 del medesimo giorno.Non ci penso due volte, mi vesto e raggiungo la struttura alle 23,30 con i miei familiari.Giunto in reparto, vengo accolto cordialmente e affabilmente dal personale infermieristico, che, prontamente, mi fornisce un letto sul quale riposare, vista l’ora. Tutta la tensione accumulata raggiunge la fase culminante, quando mi dicono che devo sottopormi ad accertamenti volti a verificare la compatibilità con il rene disponibile. La mia speranza si riaccende.A illuminare quella notte tenebrosa per me, perché dominata dall’incertezza, è la dottoressa Infante, che con la sua professionalità e scrupolosità mi spiega tutti gli step successivi e nelle sue parole riconosco quella voce persuasiva e fortemente espressiva sentita poche ore prima del ricovero.Dopo 24 h di accurati accertamenti la dottoressa mi informa che devo sottopormi al trapianto di rene, perché gli esiti degli esami sono positivi. Inutile dirvi come ho trascorso quella notte e quanto ho atteso l’arrivo del giorno seguente! Finalmente, è arrivato il momento che attendevo da anni e che mai avrei pensato potesse giungere. Dopo svariate ore, mi ritrovo in camera, sveglio e cosciente. Gli infermieri mi sussurrano che l’intervento è riuscito per mano di due eccellenti chirurghi, i dottori Palella e Selvaggio.Io devo tanto a loro, alla dottoressa Infante, a tutta l’equipe medica e agli Infermieri (Erika, Giulio, Giuseppe, Marika e Stefano), se tutto ciò si è concretizzato.Oggi ancora non credo a ciò che mi è accaduto, ma di una cosa sono certo… che una mano divina mi ha accompagnato e degli Angeli quali i medici e gli infermieri mi hanno supportato, confortato e curato, donandomi attenzioni continue. Il reparto presso il quale sono stato un degente è un ambiente confortevole, familiare, accogliente e accuratamente pulito.Il merito di tutto ciò va a chi lo gestisce e a chi lo vive quotidianamente.Ringrazio di cuore tutta la comunità operante in questo reparto per avermi permesso di vivere una seconda volta, nonostante l’età.La mia testimonianza possa essere una carezza per quanti oggi soffrono, ma anche una fiamma accesa che, nonostante il tempo, si mantenga viva e ardente.Che la speranza di un futuro vi accompagni e illumini le vostre giornate!Felice Cannelonga










