Attimi di forte tensione nel cuore di Foggia, tra via Lanza e piazza Giordano, dove stamattina si è registrato un episodio di caos che ha attirato l’attenzione di decine di passanti.
La ricostruzione
Secondo le prime informazioni, un uomo in evidente stato di alterazione ha dato in escandescenze impugnando una spranga di ferro e mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. La scena, avvenuta in pieno centro cittadino, ha generato paura e apprensione tra i presenti, costretti ad allontanarsi rapidamente per mettersi in sicurezza.
L’intervento e il fermo
Alcuni passanti, con sangue freddo, hanno cercato di immobilizzare l’uomo in attesa delle forze dell’ordine. Poco dopo sono giunti sul posto agenti e militari che hanno bloccato definitivamente l’esagitato riportando la situazione alla calma.
Attimi di paura in pieno centro
Il rapido intervento ha evitato che la vicenda potesse degenerare ulteriormente. La presenza contemporanea di tutte le forze dell’ordine testimonia la delicatezza dell’episodio, che ha scosso una delle zone più frequentate della città.
Sono in corso accertamenti per chiarire le ragioni del gesto e verificare le condizioni dell’uomo, ora affidato alle autorità competenti.
“Non c’è pace”
Così dopo l’episodio il gruppo “Difendiamo il quartiere ferrovia di Foggia” che da tempo denuncia violenze in città, dal centro alla zona stazione: “Non c’è pace nel Quartiere Ferrovia di Foggia: un extracomunitario armato di una grossa mazza di ferro ha seminato panico e distruzione. Auto colpite, cassonetti devastati, persone minacciate in strada. Solo l’intervento di diverse pattuglie delle forze dell’ordine, con grande fatica, è riuscito a fermarlo, peraltro tutto insanguinato.
È l’ennesimo episodio che dimostra come la situazione sia ormai fuori controllo. I cittadini non possono più vivere nella paura, né rassegnarsi a vedere il proprio quartiere ridotto a una zona di degrado e insicurezza quotidiana.
Non bastano più promesse o generiche rassicurazioni: la misura è colma. Siamo disperati e chiediamo per l’ennesima volta l’intervento dell’esercito, peraltro richiesto da circa tremila residenti con una petizione. Le istituzioni hanno l’obbligo di obbedire ai voleri dei residenti in quanto sono nostri dipendenti, pagati con le nostre tasse. Solo con un’azione straordinaria si può restituire sicurezza e dignità a chi vive e lavora qui. Questo non è ‘procurato allarme’”.









