Il presunto finanziamento da 190 milioni di euro per il “Tubone del Liscione”, il progetto di collegamento idrico tra Molise e Puglia, finisce al centro della polemica. A sollevare dubbi e critiche è Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia e segretario provinciale del movimento politico-civico Cambia, che in una nota parla apertamente di “fumo negli occhi”.
“Serve certezza, non trionfalismi”
“Nei giorni scorsi – afferma Angiola – è stato annunciato con toni trionfalistici un presunto finanziamento da 190 milioni per il cosiddetto Tubone del Liscione. Come movimento Cambia abbiamo accolto positivamente la notizia, ma ci siamo imposti di attendere la lettura ufficiale del provvedimento. Non ci siamo lasciati trascinare dall’euforia: volevamo avere conferme documentali”.
A rafforzare le perplessità del consigliere foggiano è intervenuta la consigliera regionale del PD-Molise Micaela Fanelli, che ha smentito l’esistenza effettiva del finanziamento nei termini dichiarati. “La nostra prudenza – osserva Angiola – si è rivelata fondata”.
“Basta con gli slogan da campagna elettorale”
L’ex deputato, oggi attivo nella politica comunale, punta il dito contro quella che definisce “una politica fatta di annunci roboanti, che però si sgonfiano alla prova dei fatti”. E rincara: “La mia esperienza parlamentare mi ha insegnato che su certi temi occorre andare con i piedi di piombo”.
Secondo Angiola, quando si affrontano questioni cruciali come la gestione della risorsa idrica in Capitanata, non bastano gli annunci. “Servono atti concreti, risorse certe, chiarezza amministrativa. Non servono slogan da campagna elettorale permanente”.
“Continueremo a vigilare”
Il movimento Cambia, conclude Angiola, continuerà a battersi per una soluzione definitiva alla crisi idrica della provincia di Foggia. “Lo faremo partendo dalla realizzazione della condotta del Liscione, della diga di Piano dei Limiti e della diga di Palazzo d’Ascoli. Ma soprattutto – avverte – continueremo a vigilare e a pretendere trasparenza. I cittadini hanno diritto a sapere la verità, e a non essere presi in giro da fuochi d’artificio mediatici che si spengono in poche ore”.











