Che Antonio Decaro si candidi o no alle prossime elezioni regionali, poco cambia: lui ci sarà comunque, con la sua rete, i suoi uomini e una strategia ormai messa a punto. A raccontarlo è la Repubblica – edizione Bari, che ricostruisce i movimenti nel campo dell’ex sindaco del capoluogo pugliese e attuale eurodeputato del Partito Democratico.
Il freno alla sua corsa, deciso dopo le pressioni del presidente uscente Michele Emiliano per una candidatura in suo sostegno, non ha fatto desistere il gruppo che fa riferimento a Decaro. Anzi. Il suo quartier generale ha scelto di proseguire i preparativi elettorali, restando pronto ad ogni eventualità, anche a sostenere un altro candidato, se le condizioni non dovessero maturare.
Una lista “Decaro” pronta a cambiare nome
La macchina è già in moto. La lista “Decaro presidente” è confezionata, con dentro figure come il sindaco di Trani Amedeo Bottaro e il medico molfettese Felice Spaccavento, già candidato nel 2020 con Puglia Solidale e Verde. Se Decaro dovesse tirarsi indietro, il marchio potrebbe semplicemente cambiare cognome, diventando ad esempio “Boccia presidente”, nel caso in cui a correre fosse Francesco Boccia, attuale capogruppo del Pd al Senato. In alternativa, la regia potrebbe spostarsi su Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione, Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale, o Toni Matarrelli, presidente della provincia di Brindisi.
Quel che è certo è che Decaro manterrebbe una sua formazione autonoma, capace di pesare in termini di consensi. Alle ultime elezioni europee ha ottenuto oltre 500mila voti, un capitale politico difficile da ignorare.
Il nodo “Per la Puglia” e le posizioni territoriali
C’è poi l’altro contenitore, quello civico di “Per la Puglia”. Ma qui la questione è più articolata. Figure come Saverio Tammacco, leader influente nel Barese, sarebbero pronti a defilarsi se il candidato presidente non dovesse essere Decaro. E nel Foggiano, anche Antonio Tutolo avrebbe fatto sapere di non voler prestare il volto a chiunque, riservandosi una scelta in chiave fortemente territoriale.
Proprio Tutolo ha ottenuto recentemente l’approvazione di un emendamento che riequilibra i fondi per la radiodiagnostica sulla base della popolazione: ai baresi 9,9 euro pro capite, ai foggiani appena 3,4. Un’azione concreta che conferma l’indirizzo localista e autonomo del consigliere.
Dentro “Per” ci sono anche Sebastiano Leo, assessore alla Formazione, e Fabiano Amati, assessore al Bilancio. Entrambi attivissimi, rappresentano l’anima operativa di un campo civico variegato ma determinato a contare.
Il Decaro-style: pochi proclami, molti cantieri
Nel frattempo, in piena “campagna elettorale permanente”, c’è chi come Francesco Paolicelli — forte di 23mila voti alle ultime regionali nel Pd — ha già ripreso a calcare il territorio. Ieri era ad Altamura, alla presentazione di un progetto da 3 milioni di euro per il completamento delle reti idriche e fognarie nella zona industriale: “Siamo riusciti a ottenere questo finanziamento per oltre duecento aziende”, ha dichiarato con orgoglio.
Uno stile molto vicino a quello del suo leader: “Va bene l’intelligenza artificiale”, ha chiosato Paolicelli, “ma per cittadini e imprenditori è più importante portare la fogna dove ancora non c’è”. È questo il linguaggio del Decaro-style: concretezza, pochi proclami, lavoro nei territori. Anche se il volto sulla scheda, alla fine, dovesse essere un altro.












