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Home - Foggia, presunti pistoleri all’alba: scricchiola l’impianto accusatorio. Scarcerato Rameta

Foggia, presunti pistoleri all’alba: scricchiola l’impianto accusatorio. Scarcerato Rameta

Accolta la richiesta della difesa e revocata la misura cautelare per il 37enne albanese. Resta in carcere Leonardo Russo, attesa la decisione nei prossimi giorni

Di Redazione
30 Luglio 2025
in Cronaca, Foggia
Erjon Rameta; sullo sfondo, via La Piccirella

Erjon Rameta; sullo sfondo, via La Piccirella

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È tornato in libertà Erjon Rameta, 37 anni, pregiudicato albanese residente a Foggia, considerato vicino alla criminalità organizzata della città. Il Tribunale della libertà di Bari ha accolto il ricorso presentato dal suo legale annullando l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del Tribunale dauno. Secondo i giudici, non vi sono elementi sufficienti per affermare che sia stato lui a disfarsi della pistola ritrovata durante l’inseguimento con la polizia.

L’arresto e il mistero sull’arma

Rameta era stato arrestato la mattina del 14 luglio scorso insieme a Leonardo Russo, 20enne foggiano, con l’accusa di concorso in porto, detenzione illegale e ricettazione di una pistola “Beretta” calibro 7.65, con matricola abrasa e cinque proiettili nel caricatore. L’arma era stata rinvenuta lungo le scale di un palazzo di via La Piccirella, dove i due si erano rifugiati dopo aver abbandonato uno scooter Yamaha T-Max con cui erano stati intercettati in via Guido D’Orso da una volante della polizia. All’interno del condominio era presente solo un uomo ritenuto dagli inquirenti vicino alla “Società Foggiana”, Mimmo Falco, paraplegico dopo un attentato subito nel 2015, ma estraneo ai fatti riguardanti Rameta e Russo.

Secondo il verbale d’arresto, entrambi indossavano caschi con visiere oscurate e, vedendo gli agenti, si erano dati alla fuga all’interno dell’edificio. “Uno dei due ha gettato a terra la pistola al secondo piano, prima di essere bloccati al terzo”, si legge nel documento. Tuttavia, gli stessi poliziotti hanno ammesso di non essere riusciti a identificare con certezza chi dei due fosse in possesso dell’arma.

Il Riesame: indizi insufficienti

Questo passaggio è stato centrale nella linea difensiva che ha evidenziato l’assenza di elementi certi a carico del suo assistito: “Non c’è prova che sia stato Rameta a gettare l’arma. Anche nell’ipotesi in cui fosse stato Russo a portarla con sé, non esistono elementi che dimostrino che Rameta ne fosse a conoscenza”. Un ragionamento che il collegio del Tribunale della libertà ha accolto, ordinando la scarcerazione del 37enne dopo due settimane di detenzione.

Rameta e Russo, legami con la “Società foggiana”

Entrambi gli indagati sono noti alle forze dell’ordine per precedenti legati ad episodi di criminalità. Rameta era stato arrestato nell’aprile 2020 per aver piazzato due ordigni esplosivi nel 2019 e nel 2020 davanti a un pub e a un centro diurno per anziani, “Il Sorriso di Stefano” del gruppo Telesforo. Aveva appena terminato di scontare una pena ridotta per buona condotta. Russo, invece, era stato arrestato nel febbraio 2022, quand’era ancora minorenne, per concorso in un attentato dinamitardo, sempre ai danni di un pub.

Per quanto riguarda Leonardo Russo, la sua richiesta di scarcerazione sarà esaminata nelle prossime settimane. Al momento resta detenuto in carcere con le stesse accuse.

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Tags: arma illegaleArrestiCriminalitàErjon RametaEttore CensanoFoggiaGiustiziaLeonardo Russosocieta foggianaTribunale del Riesame
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