Speranze infrante e accuse dirette. Il consigliere regionale Antonio Tutolo, capogruppo di Per la Puglia, interviene con parole dure dopo la conferma della mancata riapertura del Tribunale di Lucera, che per mesi aveva alimentato le aspettative di cittadini, operatori del diritto e amministratori locali.
“Sono profondamente deluso – dichiara Tutolo – da quanto emerso sulla mancata riapertura del Tribunale. Avevo riposto fiducia nelle parole dei parlamentari di questo territorio, in particolare quelli della maggioranza di governo. Sono stati loro a parlarne, a venire qui, a farci intravedere una possibilità concreta. Non ce lo siamo inventato: sono venuti a Lucera e ci hanno fatto sperare. Ora, a conti fatti, possiamo dire che ci hanno illuso”.
“Una svolta epocale che non ci sarà”
Il ritorno del presidio giudiziario a Lucera, chiuso nell’ambito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, avrebbe rappresentato secondo Tutolo un cambio di passo decisivo per l’intera provincia di Foggia. Non solo sotto il profilo della giustizia – con la possibilità di alleggerire il carico dei tribunali foggiani e migliorare l’accesso al servizio – ma anche con importanti ricadute economiche e occupazionali sul territorio.
“Eravamo pronti a ringraziarli – sottolinea il consigliere – perché la riapertura del tribunale sarebbe stata una svolta epocale. Non solo per Lucera, ma per tutta la provincia. Sarebbe stata una boccata d’ossigeno per la nostra economia e un segnale forte di attenzione istituzionale”.
“Parlamentari in silenzio, si oppongano o si dimettano”
Poi l’appello, che è al tempo stesso un atto d’accusa: “Mi auguro che i nostri rappresentanti al governo abbiano uno scatto d’orgoglio, e si oppongano con forza a questo ennesimo scippo ai danni del nostro territorio. Devono difenderlo, devono rappresentarlo con dignità e determinazione. Questa è l’occasione per dimostrarlo”.
Ma il tono si fa ancora più tagliente: “Altrimenti si rivelano nulli rispetto ai bisogni reali della comunità. E se non alzano la voce, allora sono semplicemente persone messe lì da chi li ha voluti lì, e che ora si limitano a tacere, come se il solo fatto di essere stati scelti fosse già una grazia sufficiente”.
Le parole di Antonio Tutolo si uniscono a un coro sempre più ampio di delusione e protesta per la mancata riapertura di un tribunale che per la Capitanata avrebbe rappresentato un presidio di legalità, efficienza e dignità istituzionale. E che ora rischia di restare, ancora una volta, solo un’illusione mancata.













