I lavoratori di Sanitaservice oggi in piazza per manifestare contro un contratto integrativo aziendale ormai obsoleto e iniquo. Con l’ampliarsi delle responsabilità e l’evoluzione delle attività, i lavoratori si trovano a dover affrontare condizioni di lavoro più impegnative, senza un adeguato riconoscimento economico o contrattuale. Per questo Uil Fpl e Usb hanno proclamato una giornata di sciopero.
Al loro fianco in viale Protano davanti alla sede della Asl Foggia, socio unico della società in house anche il consigliere regionale Napoleone Cera: “Oggi non sono dietro una scrivania, non sono in un’aula istituzionale – le parole del consigliere -. Oggi sono qui in mezzo a questi lavoratori che ogni giorno si sporcano le mani per garantire servizi fondamentali. Ma sapete cosa ricevono in cambio? Nessuna indennità di rischio, anche se il loro lavoro li espone ogni giorno a pericoli reali e umiliazioni continue, come se fossero operatori di serie B. Invece questa gente è il motore della nostra sanità, è la forza che tiene in piedi reparti e servizi, è quella che ci salva la vita senza chiedere nulla in cambio se non ciò che è giusto. Io oggi sono qui per dire basta alla dignità calpestata, basta a contratti vecchi e ingiusti. Io sono qui perché la politica deve scendere in strada e stare accanto a chi lotta, non girarsi dall’altra parte. Oggi la loro voce è anche la mia e finché non otterranno ciò che gli spetta, sarò sempre qui al loro fianco”.
Gli operatori si trovano spesso in condizioni difficili: turni massacranti, ferie saltate, mancanza di dispositivi di protezione e divise adeguate, oltre a problemi nelle postazioni più periferiche. La carenza di personale è cronica: i concorsi ancora non sono partiti e comunque le nuove assunzioni copriranno meno della metà del fabbisogno reale, mettendo a rischio la qualità dei servizi e la sicurezza di tutti.
Le indennità di rischio, coordinamento e turnazione vengono ancora attribuite senza una reale valorizzazione del personale. I funzionigrammi sono fermi al 2021, lasciando molti lavoratori senza tutele adeguate.
“Oggi al presidio c’era rabbia ma c’era anche tanta dignità. Ed è da questa dignità che deve ripartire la politica, con scelte concrete, non parole vuote”, ha concluso Cera.











