La provincia di Foggia torna a occupare una delle posizioni più alte nella classifica dell’illegalità ambientale in Italia. Lo certifica il nuovo rapporto sulle ecomafie presentato oggi da Legambiente, che fotografa la situazione aggiornata al 2024. Con 719 reati penali accertati, la Capitanata si piazza al nono posto a livello nazionale nella graduatoria provinciale degli illeciti ambientali.
Il report colloca la Puglia al secondo posto tra le regioni italiane più colpite da reati ambientali, superando la Sicilia e posizionandosi subito dopo la Campania. Nel dettaglio, la Puglia ha fatto registrare 4.146 reati, pari al 10,2% del totale nazionale, ma soprattutto il maggior numero di arresti a livello nazionale, ben 69, a conferma della pericolosità e della sistematicità delle condotte illecite rilevate.
Una mappa criminale in espansione
Al primo posto nella classifica nazionale delle province figura ancora una volta Napoli, seguita da Bari con 1.526 reati(in crescita rispetto al 2023) e Salerno con 1.321. Ma è significativa la presenza di Foggia tra le prime dieci, segnale che le attività illecite a danno dell’ambiente non sono più circoscritte ai grandi centri urbani ma investono anche i territori della provincia.
Le ecomafie si radicano nella Capitanata
I reati documentati includono sversamenti abusivi, smaltimento illecito di rifiuti, inquinamento del suolo e dell’aria, abusi edilizi e incendi dolosi. Secondo Legambiente, a Foggia come in altre aree del Mezzogiorno, il fenomeno è alimentato dalla presenza di organizzazioni criminali strutturate, in grado di gestire traffici e profitti con metodi tipicamente mafiosi.
L’allarme lanciato dal rapporto è chiaro: le ecomafie non arretrano, anzi trovano nuove occasioni di profitto nelle falle del sistema di controllo, nella debolezza degli strumenti di contrasto e, talvolta, nella connivenza o nell’omertà.
Il quadro nazionale
La Campania si conferma la regione con il più alto numero di reati ambientali (6.104, pari al 15% del totale nazionale), seguita dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Calabria, che registra un raddoppio degli arresti (41). Tra le province che registrano un forte aumento dei reati anche Cosenza, Roma, Genova e Ancona. La Lombardia è la prima regione del Nord, con 2.324 reati, in crescita del 17,7%.












