È gelo tra Michele Emiliano e Antonio Decaro. La rottura, che agita il Partito Democratico pugliese, nasce dal diniego alla candidatura in Consiglio regionale del governatore uscente, che in un incontro riservato a Roma ha parlato di “comportamento disumano” da parte dell’eurodeputato ed ex sindaco di Bari, destinato alla corsa per la guida della Regione. Il racconto, riportato da Corriere della Sera, descrive un Emiliano amareggiato e pronto a denunciare un voltafaccia.
“Antonio mi promise aiuto, ora mi mette all’angolo. È una scelta incomprensibile, non ha nulla da temere”, avrebbe detto Emiliano, riferendosi anche alla presenza in lista dell’altro ex presidente Nichi Vendola, oggi in Alleanza Verdi e Sinistra. “Avere paura di due uomini di 66 e 67 anni è assurdo”, ha affermato il governatore, secondo quanto riportato dal quotidiano.
“Mi sono esposto, ho avviato la campagna. Se era contrario, doveva dirlo prima”
Emiliano ha ripercorso le tappe: un anno fa, disse a Decaro e al sindaco di Bari Vito Leccese della sua intenzione di candidarsi in Consiglio regionale. Nessuna obiezione. Poi due riunioni con i big del Pd pugliese: Francesco Boccia, Marco Lacarra, Fabiano Amati, Antonio De Santis, e ancora nessuna contrarietà. “Decaro disse chiaramente che mi avrebbe sostenuto”, ha spiegato. “Ma da un mese tutto è cambiato. Io mi sono esposto, ho iniziato la campagna elettorale. Doveva parlare prima, non ora.”
Il governatore contesta anche le voci su una sua possibile candidatura al Parlamento nel 2027, con l’ipotesi di un incarico da assessore tecnico per traghettarlo fino a Roma. “L’ho già chiarito ad Antonio – dice Emiliano –: aspetto una figlia, nascerà in autunno, e non intendo fare avanti e indietro. Voglio restare in Puglia. Non posso accettare un incarico fittizio: i cittadini non capirebbero uno stipendio pagato per deleghe senza operatività.”
“Decaro tentenna. Ma non usi me e Vendola come alibi”
Emiliano affonda ancora. “Antonio non ha voluto fare il segretario regionale del Pd quando glielo chiesero, ha esitato a candidarsi a sindaco di Bari, ora ancora tentenna. Ma se non vuole candidarsi alla presidenza della Regione, non usi me o Vendola come pretesto per tirarsi indietro.”
Il confronto, che avrebbe dovuto essere risolto politicamente, si è invece trasformato in un conflitto personale. E lo scontro tutto interno al centrosinistra rischia ora di incrinare il percorso verso le prossime elezioni regionali.











