“A Foggia posso progettare meglio il mio futuro”. Così Lucia Fiorile, 33 anni, infermiera di Manfredonia ha raccontato in un’intervista all’edizione bolognese de la Repubblica la sua decisione di lasciare Bologna dopo sette anni di servizio all’ospedale Maggiore per tornare nella sua terra d’origine.
Lucia ha studiato da infermiera a L’Aquila. A 24 anni, nel 2018, ha ottenuto il primo contratto a tempo indeterminato al Maggiore. Ma il 20 gennaio 2024 ha salutato l’Emilia-Romagna per iniziare una nuova avventura professionale al pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia. “Avevo fatto un concorso a Bari – racconta – e dopo due anni mi hanno chiamata. Ho scelto di riavvicinarmi alla mia famiglia, alla mia quotidianità e ai miei affetti”.
“Ora posso progettare, a Bologna non era possibile”
L’intervista evidenzia come la scelta di Lucia si inserisca in un fenomeno più ampio di ritorno al Sud da parte degli operatori sanitari. “Se Bologna vuole frenare l’emorragia di infermieri deve ridurre il costo della vita. Io qui posso progettare il mio futuro ma voglio precisare – ha poi specificato a l’Immediato – che è grazie all’esperienza al Maggiore se oggi posso sentirmi realizzata”.
Lucia ha iniziato la carriera in ortopedia e chirurgia vertebrale, poi è passata in cardiologia e infine si è specializzata in emodinamica: “Mi piaceva l’emergenza-urgenza”. Dopo aver vinto il concorso a Bari, ha dovuto scegliere. “Non è stato facile – ammette –. Alcuni colleghi non capivano perché tornassi a casa, ma per me è stata una decisione felice. Se ho la possibilità di fare il mio lavoro in una condizione stabile nella mia terra, perché non provarci?”.
“Prendo di più e spendo meno: ora penso anche a studiare medicina”
Il ritorno a casa non è stato solo emotivo, ma anche economicamente vantaggioso. “A Bologna prendevo 1800 euro al mese, a Foggia ne prendo 2200 e il costo della vita è più basso. Ho un margine che mi permette di progettare, di investire. Cosa che a Bologna avrei fatto fatica a fare”.
Infine, Lucia confida un nuovo obiettivo: “Provo a studiare medicina. Mi sento nella tranquillità psicologica di potercela fare: a Bologna non penso ci sarei riuscita”.
L’esperienza di Lucia Fiorile è una delle tante storie di ritorno raccontate da la Repubblica Bologna, testimonianze che mettono in luce quanto il Sud – se sostenuto e valorizzato – possa tornare ad attrarre i suoi professionisti.









