Si è concluso oggi con il comitato territoriale UISP, Sport per Tutti, il progetto TIME-OUT presso la casa circondariale di Foggia.
Nel bellissimo e rinnovato campetto dell’istituto di detenzione foggiano si è tenuta la finale del torneo di calcio a 6 fra le squadre composte da persone ristrette nella struttura. Il sole cocente non ha fermato la competizione tra le due formazioni.
Aquile contro Pantere, con le seconde che hanno la meglio e hanno vinto il torneo e la coppa finale. Lo sport come valore sociale in collaborazione con la direzione e le autorità competenti crea tra i detenuti un momento di normalità, uno sprazzo di serenità e di socialità autentica dentro una cornice della propria vita in cui si è persa la libertà. Lo sport inoltre crea benessere psicofisico, soprattutto nelle stagioni calde quando nel carcere diminuiscono le attività trattamentali.
La giornata è stata ricca di emozioni e di sano agonismo per tutti. Tutto il torneo è stato caratterizzato da un forte rispetto per l’altro, da una spiccata vicinanza. Solo in finale ci sono state due ammonizioni, per violazione di posizione e non per gioco scorretto.
Il comitato Uisp Foggia-Manfredonia coordinato da Orazio Falcone e Vincenzo Castriotta ha molto lavorato per il successo di un progetto che fa parte della linea di animazione della Regione Puglia, che finanzia attività sportive nelle case circondariali pugliesi.
In questi mesi, come ha spiegato Orazio Falcone anche arbitro del torneo, sono state realizzate attività di ginnastica per la sezione maschile e femminile, è stato organizzato un corso da arbitri durante il quale sono stati formati 5 detenuti e si è svolto appunto il torneo, che ha visto al primo posto la squadra delle Pantere, al secondo le Aquile, al terzo l’Aquila reale e al quarto posto la Galaction.
Alla Galaction è andata anche la Coppa disciplina per il fair play mostrato in campo. Il miglior giocatore è stato il signor Tarantino, il miglior portiere il signor Tullo della squadra Aquila Reale, il miglior goleador invece Franco Leone, che oggi aveva anche un altro importante motivo per festeggiare essendo diventato padre per la seconda volta con la nascita della piccola Bianca.
A supervisionare le attività la dottoressa Maria Giovanna Valentini capo area dell’area educativa che comprende 7 dipendenti ed educatrici.
Dopo la pandemia e la grande rivolta carceraria nazionale e locale post lockdown, nel carcere di Foggia stanno ritornando le iniziative e le progettualità. Sport, orti, letture, uno spazio per la vendita al personale interno di uova e dei prodotti agricoli a km zero.
Grande rilevanza è data alla formazione con i corsi di alfabetizzazione, primo periodo didattico corrispondente alle ex scuole medie, perché sono tanti i detenuti privi della licenza media vittime fuori della dispersione scolastica e della povertà educativa. Ci sono poi il secondo periodo didattico corrispondente ad un biennio generico e i corsi di secondo livello, ossia la scuola superiore con il percorso di Agraria GAT, che il prossimo anno avrà le classi di prima seconda terza e quarta.
Tra due anni la casa circondariale di Foggia potrà vantare i suoi primi diplomati. Ed è stato già predisposto e trovato all’interno della casa circondariale il luogo fisico in cui organizzare la prevista “stanza dell’amore”, uno spazio dedicato ai detenuti per incontrare i propri partner in privato e mantenere relazioni affettive. Questi ambienti, nati in risposta a sentenze della Corte Costituzionale, mirano a garantire il diritto all’affettività e a contrastare l’isolamento emotivo dei detenuti.
Rispetto al torneo il vicedirettore Michele de Nichilo ha sottolineato il comportamento tenuto dai detenuti durante le partite, frutto di “abnegazione, impegno rispetto delle regole tra persone che in altre circostanze non hanno avuto nelle regole il loro punto di riferimento”.
Soddisfatto anche Claudio Ronci comandante della polizia penitenziaria: “Non è stato facile organizzare il torneo per gli orari. Lo sport è importante grazie alla educazione alla disciplina. Qui si vive in comunità lo spazio vitale di uno restringe quello dell’altro in termini fisici e di organizzazione”.









