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Home - “I cavalli sono vivi, ma dovete pagare”: negli atti il retroscena del ricatto dopo il furto

“I cavalli sono vivi, ma dovete pagare”: negli atti il retroscena del ricatto dopo il furto

L'indagine dei carabinieri ricostruisce contatti, richieste di denaro e consegna degli animali avvenuta due giorni dopo il colpo a Serracapriola

Di Redazione
14 Giugno 2026
in Cronaca, San Severo e Alto Tavoliere
foto archivio

foto archivio

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A quasi un anno dai fatti, scattano gli arresti nell’inchiesta sul cosiddetto “cavallo di ritorno” che avrebbe consentito la restituzione di due cavalli rubati a Serracapriola dietro il pagamento di un riscatto. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini di San Severo, accusati di estorsione.

In carcere sono finiti Antonio Delli Calici, 33 anni, Franco Guglielmo, 54 anni, e Antonio Colio, 68 anni. Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Foggia Marialuisa Bencivenga. Durante gli interrogatori di garanzia Delli Calici e Guglielmo si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Colio ha respinto ogni accusa.

L’indagine prende le mosse dal furto avvenuto nella notte del 12 ottobre 2025 in una stalla di Serracapriola. Ignoti, dopo aver forzato il lucchetto della struttura, portarono via due cavalli dal valore complessivo stimato in circa 9mila euro. Secondo gli accertamenti, gli animali sarebbero stati condotti a mano per alcune centinaia di metri prima di essere caricati su un mezzo.

La richiesta di denaro dopo il furto

Poche ore dopo il colpo, uno dei proprietari sarebbe stato contattato indirettamente da una persona che lo informò che i cavalli erano ancora vivi ma che sarebbero stati macellati se non fosse stata versata una somma di denaro per riaverli.

La richiesta iniziale sarebbe stata di 5mila euro. Il proprietario si disse disposto a pagare una cifra inferiore e, nel frattempo, informò immediatamente i carabinieri dell’accaduto.

Da quel momento gli investigatori avviarono una serie di attività tecniche e di monitoraggio che avrebbero consentito di seguire l’evoluzione della trattativa.

La mediazione e la trattativa intercettata

Secondo la ricostruzione accusatoria, il ruolo di intermediario sarebbe stato svolto da Franco Guglielmo. Le conversazioni intercettate dai carabinieri avrebbero documentato il confronto tra chi deteneva gli animali e le vittime del furto.

In una delle telefonate riportate negli atti, il proprietario avrebbe chiesto la restituzione di almeno uno dei due cavalli, ma la risposta sarebbe stata netta: “O tutti e due o niente”.

Alla fine, sempre secondo l’accusa, l’accordo sarebbe stato raggiunto per la somma di 3.250 euro. A chi chiedeva una fotografia per avere la certezza che si trattasse effettivamente dei cavalli rubati, sarebbe stato risposto semplicemente: “Sono quelli, non ti preoccupare”.

La consegna degli animali e l’intervento dei carabinieri

La sera del 14 ottobre, due giorni dopo il furto, il proprietario e il presunto intermediario si incontrarono nei pressi di San Severo. Da lì raggiunsero un casolare dove i cavalli vennero riconsegnati dopo il pagamento della somma concordata.

I carabinieri, che stavano seguendo tutta l’operazione, monitorarono la scena attraverso un servizio di osservazione. Poco dopo la consegna, intervennero fermando Guglielmo e sequestrandogli 450 euro che, secondo gli investigatori, farebbero parte del denaro versato per il riscatto.

Gli investigatori notarono anche una Fiat Punto sospettata di essere collegata ad altri protagonisti della vicenda, ma in quella circostanza non riuscirono a bloccarla.

Le telefonate e le accuse

Nelle ore successive alla restituzione degli animali, le intercettazioni avrebbero registrato conversazioni tra Delli Calici e Colio nelle quali i due si sarebbero mostrati preoccupati per l’attività dei carabinieri. Una perquisizione eseguita nella masseria riconducibile a Delli Calici diede però esito negativo.

Particolarmente significativa, secondo gli inquirenti, sarebbe una telefonata avvenuta il giorno dopo tra Guglielmo e una delle vittime. L’uomo si sarebbe lamentato per essere stato fermato dai carabinieri e avrebbe invitato il proprietario a ritirare la denuncia sostenendo che avrebbe dovuto dichiarare di aver ritrovato autonomamente i cavalli.

Per il gip, tuttavia, Guglielmo non avrebbe svolto il ruolo di semplice mediatore ma avrebbe partecipato attivamente all’estorsione, facendo da tramite tra le vittime e coloro che materialmente custodivano gli animali. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo aver ricevuto il denaro si sarebbe messo in contatto con Delli Calici e Colio, che avrebbero poi provveduto alla consegna dei cavalli.

L’inchiesta prosegue mentre i tre arrestati dovranno ora affrontare il procedimento giudiziario per chiarire le rispettive posizioni.

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Tags: Antonio ColioAntonio Delli Calicicarabiniericavallo di ritornoestorsioneFranco Guglielmofurto di cavalliMarialuisa BencivengaSan SeveroSerracapriolaTribunale di Foggia
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