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Home - Aumenta la Tari a Foggia, +25 euro a famiglia. Episcopo: “Siamo al lavoro per migliorare i servizi”

Aumenta la Tari a Foggia, +25 euro a famiglia. Episcopo: “Siamo al lavoro per migliorare i servizi”

Fratelli d'Italia: "I numeri parlano chiaro e sono drammatici: dal 2023 al 2025 l'aumento per i nuclei familiari più numerosi ha raggiunto il 10%"

Di Antonella Soccio
25 Giugno 2025
in Foggia, Politica
Emanuele ed Episcopo

Emanuele ed Episcopo

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Per l’adeguamento delle tariffe Ager la Tari del Comune di Foggia aumenterà dal 4 al 4,5 per cento, per via del costo dello smaltimento.
Forte il disappunto delle opposizioni a fronte dei discorsi dell’assessore Davide Emanuele, della sindaca Maria Aida Episcopo e dei consiglieri Pasquale Ciruolo e Antonello Di Paola.
“Abbiamo dei bidoncini enza geolocalizzatori. La differenziata deve servire a ridurre l’indifferenziato, che dentro al costo di servizio vale 12 milioni. Abbiamo 80 unità assunte e le utilizziamo in due o tre progetti pilota. Solo col 20 per cento di differenziata domestica ridurremmo il costo del servizio di molto. 50mila tonnellate di rifiuti a 250 euro euro a tonnellata, fate il conto, sono 12 milioni, quanto vale il costo dalla tariffa. Eppure è una città sporca nonostante i 22 milioni. Solo 25 unità hanno il carrettino e la scopa in mano,  dovrebbero essere almeno 150. Abbiamo 250 operatori ecologici, dove sono? Servirebbero 20 operatori a circoscrizione, per lo spazzamento e il lavaggio previsto 14 volte settimanali. Va ricostituito il bilancio della città  dopo la condanna Amica. Non si può più recriminare, il personale c’è. È la qualità della nostra spazzatura che deve cambiare. Si devono mettere le mani nelle tasche dei cittadini, con incentivi”, ha detto in più interventi Giuseppe Mainiero. “Dove c’è una forte urbanizzazione, l’unico modo per risolvere la situazione è il porta a porta”, ha concluso .

Netto Ciruolo: “Quando sento questi racconti con la soluzione con uno schiocco di dita mi inalbero. Taranto non ha avuto convenienza a venire alla discarica di Panni”.
Tante le domande del capogruppo meloniano Claudio Amorese: “Amiu Puglia è sotto processo, il Comune di Foggia si costituirà parte civile oppure per gli equilibri di partito farà finta di nulla? Sul porta a porta, in che direzione stiamo andando? La gestione dei rifiuti non è soddisfacente. Dove sta la politica? C’è l’assenza anche dell’assessora all’ambiente Lucia Aprile. La sentenza Amica rispecchia una gestione fallimentare. Il piano dei rientro se lo sono accollati i cittadini, dovremo ridurre il tesoretto di 19 milioni, è vero che il Comune è solido, ma oggi non si potrà spendere per servizi, qualcuno deve rispondere alla città”.

Critico anche il pentastellato Francesco Strippoli: “Foggia ha un servizio superiore rispetto a quanto pagato con la Tari, che verrà coperto da un utile di Bari. Quello che è avvenuto nei 10 anni precedenti era insensato, i cittadini foggiani pagavano 30 milioni di Tari, ma ricevevano 26 milioni di servizi”.
Il consigliere ha anche proposto una diversa turnazione dei dipendenti Amiu per evitare lo stop domenicale della raccolta. “Basterebbe avere il servizio 7 giorni su 7 per avere la città pulita. Spesso gli operatori lavorano fino al martedì per sgomberare i cassonetti della domenica”.

“La Tari del 2025 sarà più alta di quella del 2024, di circa il 4,5 per cento che però se si unisce al 3,4 fa quasi +10 per cento in due anni. Da quando questa amministrazione governa questa città vede aumentare la sua Tari. In due anni i cittadini pagheranno più del 10 per cento in più”, ha rimarcato Raffaele Di Mauro, il quale ha proposto due emendamenti. Il primo inerente un 5 per cento di sconto in bolletta per chi sceglie di pagare con l’addebito su conto corrente, il secondo riguardante una esenzione per i fruttaroli che decidono di commercializzare nelle aree mercatali. Entrambi gli emendamenti però sono risultati irricevibili come ha osservato il dirigente ai Servizi Finanziari Carlo Dicesare. Per quanto attiene la riduzione per gli operatori dei mercati rionali, gli uffici non sanno quanto peserebbe in bilancio.

Nel suo intervento la sindaca Maria Aida Episcopo ha difeso il proprio operato. “Questa maggioranza ha una attenzione continua verso servizi migliorativi. Sento di dover fornire alcune note di chiarezza dopo varie voce. L’aumento è tra il 4 e il 4,5 per cento. Ho sentito che con l’avanzo di amministrazione si poteva finanziare la Tari.Non propinate questa frottola ai cittadini- ha detto rivolta alle opposizioni -la Tari è una tassa di scopo. Sarebbe bello fare una analisi comparativa sugli aumenti dei Comuni italiani amminstrati dal centrodestra. Ho sentito dire che il servizio non si è mosso. Non è vero, l’indifferenziato è calato del 10 per cento, la differenziata si attesta sul 25 per cento. Ho sentito dire che ci sono 25 uomini a piedi, falso, noi ne contiamo 70. Mostriamo vicinanza ai cittadini, ci sono le esenzioni, per le famiglie numerose. Il servizio di derattizzazione e deblattizzazione è molto efficiente, basta una chiamata e la notte sono operativi e avviene a fronte di una fogna nera vetusta. L’erba infestante o spontanea non rientra nell’ igiene pubblica, ma abbiamo fatto un piano straordinario di sfalcio con Saverio Longo per fronteggiare alcune emergenze inaspettate. Sia il contratto del verde sia quello dell’Amiu derivano da prima di noi. Oggi stiamo qui, alla Tari 2025. L’aumento dell’Iva di cui parla il governo dal 10 al 22 per cento mi tormenta non poco. Con la Tari siamo di fronte ad un calcolo di realtà, onesto, giusto e improcrastinabile”.

A riportare il ragionamento su toni critici ci ha pensato il capogruppo dem Lino Dell’Aquila, nel suo consueto ruolo ormai di grillo parlante: “I cittadini pagano delle somme sostenute sui rifiuti, dobbiamo migliorare il servizio. Ci sono alcuni dati di Comuni al Nord che hanno raggiunto l’80 per cento di differenziata. Io la faccio la raccolta differenziata, ma poi non so se il rifiuto viene tutto davvero differenziata. Oggi manca l’assessore, dobbiamo trovare delle idee, la differenziata va stimolata nelle scuole, nelle imprese. Possiamo fare molto, ma molto di più, paghiamo 22 milioni. Se ci sforziamo anche nei 6 giorni possiamo completare il ciclo dei rifiuti”.

È stato duro invece Gino Fusco. “Nessuno controlla cosa fa Amiu, la città alle 6 del mattino fa schifo, sembra una masseria. In centro passa la spazzatrice,?ma nessuno lava i pavimenti. Piazza Giordano da schifo, i marmi sono neri. Tutta la città è un porcile. C’è cacca di cani ovunque , dobbiamo provvedere che Amiu debba pulire”. E poi rivolto alla prima cittadina: “Nessuno la sta accusando signora sindaca, vogliamo solo che Amiu svolga il servizio”.
Per tutta risposta Episcopo ha ricordato che il “dec ha multato Amiu, fa i controlli, tanto che essere stati portati in tribunale dall’azienda”.
“Sull deiezioni canine, abbiamo messo 200 cestini. Ci sono le guardie ambientali e in alcune zone le deiezioni sono sversate”.

Dai Fratelli d’Italia è giunta una posizione molto interrogativa. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia denuncia con forza l’ennesimo aumento della TARI che colpisce duramente cittadini e imprese foggiane, confermando il totale fallimento dell’amministrazione Episcopo nella gestione del ciclo dei rifiuti. I numeri parlano chiaro e sono drammatici: dal 2023 al 2025 l’aumento per i nuclei familiari più numerosi ha raggiunto il 10%. Stesso discorso anche per le attività commerciali come negozi di abbigliamento, ristoranti, bar e pasticcerie. Una famiglia media di 4 persone con abitazione di 100 mq si trova a pagare 40 euro in più rispetto a soli due anni fa.

“Siamo di fronte a un vero e proprio salasso che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese”, dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia Claudio Amorese, Concetta Soragnese, Maurizio Accettulli e Gino Fusco. “L’amministrazione Episcopo ha dimostrato totale incapacità politica nel governare il settore rifiuti, scaricando sui cittadini i costi della propria inerzia e incompetenza”. La situazione è destinata a peggiorare ulteriormente: se nel 2024 l’aumento dei costi è stato di 1 milione e 220 mila euro, quest’anno raggiungerà 1 milione e 320 mila euro. Un trend insostenibile che, senza interventi strutturali sul ciclo dei rifiuti, porterà la TARI a livelli insopportabili nei prossimi anni. Il paradosso è evidente: all’aumentare delle tasse diminuiscono i servizi. Le strade, i marciapiedi, le piazze e i parchi rimangono sporchi, la raccolta differenziata è ferma ad un misero 27%, i cassonetti intelligenti da istallare entro il 2024 sono rimasti sulla carta, mentre ampie zone della città sono ancora dotate di contenitori vecchi, sudici e danneggiati.

“Le promesse dell’amministrazione Episcopo si sono rivelate vuote”, prosegue il gruppo consiliare. “Avevano assicurato la rimodulazione del piano industriale in accordo con Amiu Puglia, invece assistiamo al solito immobilismo. Avevano garantito l’introduzione dei cassonetti intelligenti, invece la città continua a convivere con il degrado”. Fratelli d’Italia chiede: immediata revisione del Piano Economico Finanziario per contenere gli aumenti; interventi strutturali sul ciclo dei rifiuti per ridurre i costi di gestione; accelerazione nell’implementazione della raccolta differenziata; maggiore efficienza nei servizi di pulizia urbana. “I cittadini foggiani non possono più essere il bancomat di un’amministrazione incapace”, concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia. “È ora di dire basta a questa gestione fallimentare che sta impoverendo famiglie e asfissiando le attività produttive. Continueremo a batterci in Consiglio Comunale per difendere gli interessi dei foggiani e per pretendere servizi efficienti a fronte delle tasse pagate”.

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Tags: FoggiaTari
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