Non è una dimenticanza progettuale, né una svista tecnica. L’asse di collegamento tra l’“orbitale” di Foggia e il Policlinico “Riuniti” non compare nel secondo lotto dell’opera semplicemente perché non rientra nel perimetro del progetto. Lo evidenzia il consigliere comunale di minoranza, Giuseppe Mainiero in risposta ad una nota del leghista, Joseph Splendido. A chiarirlo sono le carte, che rimandano la responsabilità di quel tratto viario mancante all’interno del cosiddetto “piano di lottizzazione Tonti”, un accordo di programma rimasto congelato da anni a causa di note vicende giudiziarie legate alla presunta “Tangentopoli” al Comune di Foggia con Landella sindaco.
Eppure, si tratta di un’infrastruttura ritenuta strategica da tutti: consentirebbe l’accesso diretto dei mezzi di soccorso al DEU, la struttura d’urgenza del Policlinico, alleggerendo i tempi di percorrenza in caso di emergenza e aumentando l’efficienza del servizio sanitario.
La proposta: un intervento urgente del Comune
Oggi il nodo si ripropone in tutta la sua urgenza. Con il piano Tonti bloccato, l’amministrazione potrebbe comunque intervenire per realizzare i circa 200 metri di collegamento mancante, attraverso una procedura definita “intervento stralcio” con surrogazione per inadempimento, così come previsto dall’articolo 34 del Tuel.
Una soluzione, a detta degli esperti, economicamente sostenibile per le casse comunali e tecnicamente percorribile in tempi brevi. L’esproprio di quel tratto sarebbe sufficiente a dare vita all’asse di collegamento che consentirebbe un accesso rapido e diretto al Pronto Soccorso, senza i passaggi tortuosi oggi richiesti ai mezzi di soccorso.
L’accusa: polemiche sterili e inerzia amministrativa
Le polemiche su un presunto “buco” progettuale nell’orbita viaria appaiono dunque infondate. Il tratto non è mai stato inserito nel secondo lotto dell’opera proprio perché già previsto altrove, in un piano urbanistico bloccato. Le critiche sollevate in questi giorni vengono bollate come “spot elettorali” e “polemiche spicciole” da chi sollecita il Comune a uscire dalla sua inerzia e ad agire subito.
I tempi della giustizia, si sa, sono lunghi. Ma i tempi di intervento per salvare una vita spesso si misurano in secondi. E quei duecento metri potrebbero fare la differenza.









